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Cimitero, si va verso
il tutto esaurito:
il Comune corre ai ripari

Un cimitero da tutto esaurito, o quasi. Tanto che, stante la situazione, già alla fine del 2020 nel camposanto di Cremona si esauriranno i colombari, nel 2028 i posti per la sepoltura delle ceneri e nel 2038 le inumazioni. Ecco perchè l’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore Simona Pasquali, ha fatto realizzare uno studio non solo sul cimitero monumentale cittadino ma anche sugli altri tre suburbani – Cavatigozzi, San Savino e Gerre Borghi – con tutta una serie di proiezioni per arrivare ad ipotizzare il numero di sepolture da qui al 2040.

Dunque per garantire la ricettività bisognerà tenere conto di alcuni fattori, cioè del recupero delle aree esistenti attraverso le esumazioni che hanno scadenze decennali, il recupero dei manufatti esistenti abbandonati attraverso estumulazioni, che comunque vanno eseguite alla fine della concessione e regolate dal sindaco. Si è registrato l’aumento delle cremazioni, dato positivo_ a incidere su questa scelta anche la crisi economica visto che un funerale con cremazione costa molto meno del tradizionale.

Poi c’è la parte del cimitero dove sono sepolti i musulmani: anche li si esauriranno presto i posti, visto che la loro religione non prevede l’esumazione ordinaria ogni 10 anni, ma solo dietro richiesta della comunità islamica, e visto che di spazi nel cimitero di Cremona non ce ne sono più, si sono individuate delle aree disponibili nel cimitero suburbano di Gerre Borghi.

Lo studio ha preso atto anche di altre criticità nel cimitero di Cremona, ad esempio i parcheggi, che il Comune dovrebbe aumentare a seguito della costruzione del nuovo polo della cremazione, ma anche l’istituzione di una fermata del trasporto pubblico sempre in prossimità del polo. Il cimitero, tutelato dalla soprintendenza, secondo lo studio ha bisogno anche di interventi di conservazione nella parte storica, tra cui le cupole delle crocere di levante e ponente, gli androni, il famedio a causa delle infiltrazioni, le cappelle, l’ex forno crematorio, il chiostro multiplano e le recinzioni esterne. L’unico problema come sempre riguarda il recupero dei finanziamenti per gli interventi.

Silvia Galli

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