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Natale sottotono per il
commercio, -15% di ingressi
in centro. Speranze sui saldi

Formalmente iniziano domani 4 gennaio i saldi invernali, dopo un Natale deludente per il commercio tradizionale, anche se già da quasi tutti i negozi praticano gli sconti. “Nei saldi – affermano Vittorio Principe e Marco Stanga, rispettivamente presidente di Confcommercio Cremona e Federmoda provinciale – abbiamo riposto molte attese, dopo un Natale comunque al di sotto delle previsioni”.
L’ufficio studi di Confcommercio, ha dichiarato che la spesa media per famiglia dovrebbe attestarsi sui 324 euro e l’acquisto individuale sui 140 euro. Approfitteranno delle promozioni quasi i due terzi delle famiglie (15,6 milioni su 26 milioni) per un volume di affari che si stima in oltre cinque miliardi di euro. Dati in linea con quelli dello scorso anno.

“Di fatto affermano –  viviamo una stagione in cui i consumi interni crescono di pochi decimi di punto percentuale. Crediamo che questa stagione di promozioni sia una occasione perfetta per scegliere le attività tradizionali. Comprare nei negozi di prossimità, quelli che animano le nostre vie, i nostri centri, le nostre città, significa infatti scegliere colori e tendenze dei prodotti di moda, toccare con mano la qualità, provare e trovare le taglie e le misure giuste, a prezzi molto competitivi e senza ansie di attese di un corriere o di dover ricorrere a fastidiose procedure di reso. Comprare nei negozi, infine, è certamente più sostenibile dal punto di vista ambientale e decisamente molto più stimolante dal punto di vista relazionale.
Per i negozianti i saldi sono l’occasione per alleggerire il magazzino (anche se con guadagni ridottissimi), per gli acquirenti sono il momento migliore per trovare offerte significative e una buona disponibilità di capi. L’andamento degli ultimi due mesi, poi, ha reso la possibilità di scelta ancora più ampia”

“Sui risultati dei mesi di novembre e dicembre – aggiungono i due rappresentanti di categoria, concentrandosi sulle peculiarità di Cremona –  hanno inciso ragioni legate al meteo ma anche i problemi strutturali della città. La pioggia ha, di fatto, ridotto l’impatto della Festa del Torrone, con un drastico calo delle presenze e quindi delle vendite. Poi, anche in dicembre, una settimana di maltempo ha rallentato gli acquisti dei regali. Non è solo colpa del clima. Sul Natale è mancata una vera strategia di animazione e il bando andato deserto non ha permesso progetti troppo ambiziosi. Occorre essere consapevoli che non bastano le luminarie, peraltro finanziate anche dalle imprese e rese possibili dall’impegno di Confcommercio e Botteghe. Serve altro ed è importante che la Amministrazione trovi fondi adeguati per la valorizzazione della città. Pensiamo – ad esempio – anche al coinvolgimento di quelle realtà che, già in altri momenti dell’anno, hanno saputo promuovere eventi di qualità.
Non vanno dimenticati, poi, i nodi strutturali, quelli più preoccupanti. Temi su cui occorre lavorare da subito che devono essere una priorità della agenda politica degli amministratori. È impossibile non considerare che nel trend della fine del 2019 pesano gli ampliamenti dei nuovi poli di distribuzione. E, al di là della percezione dei commercianti, lo testimoniano i dati sui transiti pedonali in centro che, solo nell’ultimo mese, hanno segnato un regresso, rispetto all’anno precedente, di oltre il 15%. Numeri che sono stati confermati anche nei giorni che hanno preceduto il Natale. E’ un indicatore che non va sottovalutato. Senza dimenticare, poi, le criticità sui temi della sosta e della accessibilità che, in questi periodi rivelano in maniera ancora più forte i loro limiti. Nessun attacco ma, dal Comune, ci attendiamo un segnale forte, concreto, che sappia rigenerare la città e il centro. Questo, più dei saldi, può tradursi in una opportunità di crescita per Cremona prima che per le imprese”.

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