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Luby, la città cecoslovacca
dove si sognavano
Cremona e i suoi violini

di Marco Bragazzi

Intorno alla fine del 1600 una comunità di protestanti, per sfuggire alle persecuzioni in atto nel centro europa, si rifugiò a Markneukirchen, città della Sassonia oggi sita in Germania proprio sul confine con la Repubblica Ceca. Questi ospiti avevano portato con loro la passione e la determinazione nel commercio e nella produzione di strumenti a corda, grazie anche alle trasformazioni nella storia musicale di allora, cambiamenti che vedevano la scuola cremonese di liuteria come capostipite nel soddisfare le nuove esigenze di architettura musicale. L’impatto sulla economia locale del commercio di questi strumenti fu talmente impressionante e economicamente gratificante che, nella città ‘dirimpettaia’ di Markneukirchen ovvero la cittadina di Luby (ora sul confine della Repubblica Ceca e sita a poco più di 5 kilometri dalla stessa località tedesca) si formò un notevole interesse verso la produzione di violini, violoncelli e chitarre la quale, con il passare degli anni, si affermò con vendite in tutta l’Europa di allora.

Seguendo i dettami della liuteria italiana e specialmente quella cremonese la cittadina di Luby divenne nel 1700 un importante e florido centro per la manifattura di strumenti a corda, la visione degli artigiani era di produrre strumenti di buona qualità (non di certo paragonabili agli Stradivari o gli Amati o i Guarneri del Gesù) e di creare un vero e proprio ‘distretto industriale’ dedicato alla lavorazione e all’intaglio del legno per la produzione di strumenti musicali. Quasi l’intera cittadina diventa una sorta di piccola bottega, in ogni casa si comincia a lavorare il legno con piccole aziende di solito identificate con il cognome del fondatore, così dopo la metà del 1800 si vennero a profilare i primi marchi industriali soprattutto tra le chitarre e, sempre nel comune di Luby ma nel paesino limitrofo di Schönbach, vennero create aziende come la Hofner, storico marchio che ha fornito le prime chitarre e i bassi elettrici nel periodo beat inglese a musicisti come Paul McCartney e al ‘cattivo’ Angus Young chitarrista degli AC/DC. Oltre alla Hofner venne aperta la Hoyer che fornirà alcune chitarre acustiche al ‘divino’ Eric Clapton.

Lo sviluppo delle vendite legate agli strumenti creò una vera e propria forma di crescita nell’offerta di prodotti alla quale venne affiancata, nel 1873, una scuola di musica e di liuteria per dare un maggior impulso al distretto artigianale di Luby. Pur raggiungendo dimensioni notevoli, basti pensare che all’inizio del 1900 le aziende di manifatture erano quasi un centinaio, la cittadina di Luby mantenne sempre attivo il rispetto per la traduzione liutaia cremonese tanto che, nel 1922, con l’avvento della socializzazione delle attività produttive, si decise di riunire i vari produttori sotto il nome di un’unica cooperativa dal nome emblematico: Cremona. L’importanza economica e sociale di questa cooperativa fu talmente grande per la città di Luby da entrare nella quotidianità, tanto che la cooperativa Cremona divenne un punto di riferimento anche per lo sviluppo della zona, basti ricordare che l’energia elettrica e la ferrovie vennero introdotte nella zona di Luby grazie alla crescita della cooperativa Cremona. A fianco della cooperativa Cremona si formò un’altra struttura dedicata al fare liutaio, la cooperativa Amati che, manco a dirlo, deve il suo nome al capostipite della liuteria cremonese come ennesimo omaggio alla qualità quasi inavvicinabile dei violini costruiti in riva al Po.

Il radicale cambiamento della cittadina di Luby avvenne dopo la seconda guerra mondiale e l’occupazione nazista (fatti che ridussero drasticamente la produzione di strumenti), la storia di questa cittadina cecoslovacca riparte con la nazionalizzazione di ogni azienda nel 1950 la quale fece unire le varie realtà cooperative di Luby sotto l’unico nome di Cremona. La produzione diventa sempre più industriale pur mantenendo i nomi di alcune storiche famiglie, in questo periodo trova grande spazio lo sviluppo delle chitarre, tanto che la Brauer dedicherà una serie completa delle sue chitarre acustiche e da jazz alla città di Cremona chiamandola ‘Brauer Cremona’.

L’apoteosi della cooperativa Cremona, sviluppatasi sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, ne seguirà le sorti, nel 1992 con la caduta del muro di Berlino l’azienda viene messa in liquidazione e sostituita da una realtà, la Strunal, che occupa ancora oggi un centinaio di dipendenti. Il termine Strunal deriva dalla traduzione dall’inglese di ‘strings’ ovvero corde, cioè una sorta di legame diretto tra il mondo industriale cecoslovacco e le caratteristiche uniche ed inimitabili della storia della liuteria cremonese. Un legame che nasce dai valori della tradizione liutaia di Cremona, tradizione che, già secoli fa, veniva presa come esempio in tutta Europa e che trova, al centro della città di Luby, una statua come dedica a tutti i liutai che hanno lavorato nei secoli per questo distretto industriale.

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Commenti
  • pisto

    Queste produzioni non hanno mai avuto niente a che fare con la liuteria cremonese, ogni intenzione è stata velleitaria e senza successo artistico ma solo commerciale.

  • Abiff

    Nella vicina cittadina di Klingenthal, all’ingresso ci è una scultura raffiugurante un martello (c’era una fiorente industria dei medesimi), ed un… violino. La prima associazione dei liutai nella città risale addirittura la 1716. .

    • pisto

      Nel 1716 la liuteria a Cremona compiva 150anni….