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Cremona Solidale: minoranza
rilancia trasformazione
in Fondazione

Levata di scudi della minoranza dopo la decisione di aumentare le rette di Cremona Solidale. I capigruppo ​​​​​​Carlo Malvezzi (Forza Italia), ​​​​​​Alessandro Zagni (Lega Nord), Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), ​​​​​​Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona) e Luca Nolli (M5S) hanno infatti diramato un comunicato congiunto: “Aumento rette Azienda Cremona Solidale. Incremento di 750 euro all’anno per ospite richiesto ai soggetti più fragili. Dalla maggioranza un approccio emergenziale per fronteggiare la perdita di 250mila euro del bilancio 2019 ma nessuna visione e strategia per il futuro”.

Il Consiglio Comunale sarà chiamato ad esaminare gli atti fondamentali dell’Azienda Speciale Comunale ‘Cremona Solidale’ e tra questi il Bilancio di Previsione 2020.  L’Azienda Cremona Solidale rappresenta per la minoranza “un punto di riferimento fondamentale nel sistema dei servizi alla persona del nostro territorio, soprattutto nell’ambito socio-sanitario e socio-assistenziale integrato”. Per far fronte alla perdita del bilancio consuntivo del 2019, la maggioranza propone “di aumentare le rette per gli anziani ospiti di € 2,10 al giorno, con un aggravio di costi di circa € 750,00 all’anno per famiglia”. Questo approccio risponde “esclusivamente ad una logica emergenziale per pareggiare il bilancio di previsione del 2020, un intervento tampone che non garantisce ad una realtà importantissima per il nostro territorio alcuna tranquillità economico-finanziaria e quindi nessuna solida prospettiva. In assenza di adeguate azioni finalizzate al contenimento dei costi di produzione dei servizi, tale perdita potrebbe riproporsi anche per gli esercizi successivi, considerata la necessità di far fronte ai bisogni di una popolazione anziana che presenta problematiche socio-sanitarie sempre più complesse”.

‘Cremona Solidale’ è l’unica struttura socio-sanitaria di tutta la Provincia di Cremona ad aver mantenuto la natura giuridica di Azienda Speciale Comunale, con conseguenti maggiori oneri gestionali e fiscali. Infatti 29 delle 30 realtà che operano in questo settore nella Provincia di Cremona e la quasi totalità di quelle presenti in Regione Lombardia si sono trasformate in Fondazione da diversi anni. La trasformazione dell’Azienda ‘Cremona Solidale’ in Fondazione per 5 stelle e centrodestra consentirebbe alla stessa “di ottenere numerosi vantaggi: godere di un regime fiscale agevolato, ottenere direttamente da terzi donazioni, semplificare le procedure gestionali e burocratiche, con conseguenti minori costi gestionali”. Perché aumentare le rette si chiede la minoranza, quando si potrebbe godere di un sistema fiscale meno oneroso? Ogni anno Cremona Solidale “investe negli immobili di proprietà della Fondazione Città di Cremona circa €800mila in manutenzioni, di cui un circa 200mila euro per lavori di manutenzione straordinaria”. “Un’anomalia” che “pesa da anni sui bilanci dell’azienda e che merita di essere risolta”. Con la trasformazione in Fondazione, ‘Cremona Solidale’ potrebbe inoltre “consentire di rivalutare i rapporti patrimoniali ed economici con la Fondazione Città di Cremona che detiene la proprietà degli immobili all’interno delle quale l’Azienda svolge le proprie attività caratteristiche”.

E’ questa la strada che tutte le forze di minoranza presenti in Consiglio Comunale indicano, attraverso la presentazione di un ordine del giorno depositato nella giornata di oggi, martedì 21 gennaio, come la “più adeguata a rispondere ai bisogni attuali e futuri dei nostri concittadini più anziani, sottolineando il valore strategico di questa proposta rivolta al Sindaco e alla Giunta: presentare entro il prossimo 30 giugno il progetto di trasformazione che dovrà analizzare compiutamente tutti i vantaggi economico-finanziari, fiscali, organizzativi, gestionali e patrimoniali che l’Azienda potrebbe conseguire dall’operazione, formulare una proposta di ridefinizione dei rapporti economico-patrimoniali in corso con la Fondazione Città di Cremona, prevedere la salvaguardia del trattamento economico del personale dipendente in servizio presso l’Azienda”.

“Confidiamo – concludono – che, nell’esclusivo interesse dei nostri anziani e delle loro famiglie, si possa aprire dentro e fuori il Consiglio Comunale un confronto serio e costruttivo, scevro da quei pregiudizi che spesso condizionano o inibiscono le scelte più importanti per il nostro territorio”.

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