Cronaca
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Tavola di Sant'Agata, per mons.Bonazzi un reliquiario Trovate macchie di sangue

Monsignor Achille Bonazzi continua a ritenere che la preziosa Sacra Tavola di Sant’Agata possa essere un reliquiario. Lo ha fatto anche in questi giorni riprendendo i suoi studi del 2013 quando, attraverso esami radiografici e successivi esami chimici (ricordiamo che monsignor Bonazzi insegnava chimica in università) scoprirono il contenuto di una misteriosa tamponatura all’interno della tavola. Alcuni lo interpretarono come un nodo presente nel legno, poi eliminato e stuccato, altri la valutarono come la chiusura di una trivellazione fatta eseguire dal vescovo Omobono Offredi. Monsignor Bonazzi si è concentrato sul materiale rinvenuto nel foro all’interno del quale si trovarono gocce di vetro con macchie di  ossido di ferro. L’interpretazione scientifica del ritrovamento è che fosse emoglobina e quindi sangue.

Torna così ad affacciarsi il mistero della reliquia scomparsa, forse un’ampolla del sangue di Sant’Agata. Nel 1798 il parroco della chiesa cittadina, Giuseppe Maria Bonafossa, spiegava come scuotendo la tavola questa risuonava come se al suo interno nascondesse qualcosa. Era forse la reliquia conservata in un foro poi chiuso? Ma chi l’ha asportata? Gli studi di mosignor Bonazzi confermano comunque che non ci troviamo soltanto di fronte a uno straordinario documento di arte lombarda tardo-romanica ma soprattutto un importante segno di fede, come testimonia da oltre 600 anni la devozione popolare dei cremonesi che accompagna la tavola, come dimostrano le cronache delle processioni che si snodavano per le vie cittadine proprio il 5 febbraio in occasione del giorno dedicato alla Santa.

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