Cronaca
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In funzione i nuovi semafori sulla conca di via Riglio: sono costati 80mila euro

FOTO SESSA

E’ in funzione da oggi il complesso semaforico di via Riglio per regolare a senso unico alternato la circolazione. Un impianto che a conti fatti è costato poco più di 80mila euro, tra ipotesi iniziale, che prevedeva solo due pali a ciascuna  estremità del ponte e la successiva realizzazione, con l’installazione di un terzo semaforo, all’uscita di via della Conca. Il costo dell’intervento è stato ripartito nelle tre annualità 2018 – 2020: 7.400 il primo anno, 10.000 il secondo 63.500 il terzo. L’entrata di funzione del semaforo sta già creando polemiche per i tempi del rosso troppo lunghi   e incolonnamenti su entrambi i lati di una strada a bassa percorrenza, ma che vede numerosi insediamenti produttivi e in prospettiva un notevole aumento di traffico con l’avvio della polo cerealicolo Milling Hub. La realizzazione della pista ciclabile ha costretto ad un restringimento della carreggiata, dove in precedenza passavano tranquillamente due mezzi affiancati. Molti dubbi sono stati sollevati sull’opera sia per il fatto che non esiste ancora un collegamento con la pista ciclabile del lungo Po e i ciclisti saranno costretti a percorrere una curva pericolosa, sia perchè le barriere di protezione della pista in cemento armato e il marciapiede pedonale sul lato opposto hanno sottratto troppo spazio alla carreggiata.

Quando il progetto era stato presentato, nel 2018, era stato detto che il semaforo sarebbe stato controllato da spire di rilevazione dei flussi di via Riglio, pertanto modulabile nella durata. All’epoca a sollevare forti dubbi era stato l’ex assessore all’Ambiente Francesco Bordi: “Ci sono forti motivazioni tecniche e logiche che sconsigliano questo provvedimento. Il traffico delle biciclette è alquanto ridotto e non motiva una penalizzazione così forte del traffico veicolare peraltro legato a fenomeni di pendolarismo lavorativo che avvengono in orari spesso poco utilizzati dai ciclisti”. Veniva poi sollevato un un problema di sicurezza, considerando l’abituale comportamento degli automobilisti: “Mantenere in funzione un semaforo obbligando alla sosta forzata in assenza di traffico nella direzione opposta, indurrà sicuramente i conducenti a ignorare il rosso generando maggior pericolo. Se il senso unico alternato si adotta per realizzare una pista ciclabile protetta, è bene evidenziare che in molti periodi dell’anno con condizioni metereologiche avverse (vento, freddo pioggia ecc) questa non sarà utilizzata da velocipedi, quindi il provvedimento sarà una inutile penalizzazione del traffico veicolare composto perlopiù da lavoratori”.

“Onestamente – era la conclusione di Bordi – la soluzione proposta mi sembra inutile, costosa e malpensata in relazione al volumi dei veicoli, a motore e non, che transitano sul ponte: la sicurezza si può ottenere anche adottando sistemi meno impattanti e costosi di calmierazione del traffico”.

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