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Area ex raffineria pronta
per il riutilizzo: rispunta
ipotesi parco fotovoltaico

Foto Sessa

Proseguirà fino a metà del 2020 il lavoro di smantellamento e pulitura degli impianti di raffinazione nell’area Tamoil. Le demolizioni sono state quasi tutte terminate, restano pochi serbatoi minori, alcune strutture in metallo e qualche altra in muratura. Ovviamente restano in piedi i serbatoi di stoccaggio che sono direttamente collegati attraverso una pipeline con la raffineria Eni di Sannazzaro dei Burgundi. La scelta della compagnia petrolifera è quella di trasformare l’ex area di produzione, una volta smantellata e bonificata, in un moderno polo logistico integrato. Intanto però l’azienda non ha ancora presentato in Comune una ipotesi progettuale sull’area lasciando ancora quella prima bozza presentata al Ministero in cui si ventilava l’utilizzo a parcheggio dei camion cisterna nelle aree interne. Qualche voce proveniente dall’azienda riferisce invece dell’intenzione di riprendere il destino energetico dell’area utilizzando le vaste aree liberate a parco fotovoltaico fornendo poi energia pulita per le esigenze della città. L’operazione avverrebbe coinvolgendo un colosso dell’energia elettrica. In Comune per ora nessun progetto è arrivato ma del futuro dell’area si potrebbe discutere in un vertice con l’azienda il prossimo mese di marzo

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Commenti
  • Mirko

    Perfetto, il fotovoltaico qui,è dall’altra parte(tanto discussa) un bel boschetto per ripulire un po di aria? Galimberti che dice?

  • Roberto Regonelli

    Un’altra castroneria da inanellare alle altre! Al posto dell’ex raffineria è meglio un polmone verde con tanti alberi, per rigenerare il suolo!

    • turbo

      concordo!

  • Diretur

    È un’area enorme, dismessa…qui un fotovoltaico ci sta eccome.. al Soldi no… Le rinnovabili da qlc parte dobbiamo metterle..meglio farlo dove non si consuma suolo

    • Mirko

      Confermo

    • Abiff

      Concordo.

  • ciclo-pe

    Se non ricordo male l’ipotesi di riconversione di Tamoil a parco fotovoltaico era stata avanzata da un’associazione ambientalista locale in sede di approvazione del piano regolatore urbanistico di Cremona, tipo 6-7 anni or sono, a patto che l’area venisse completamente bonificata anche nella parte sotterranea cioè le falde acquifere.

    • Sbirulino19

      Quali ambientalisti? Quelli dei Fate meno figli?