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Verde in città, in Comune
la prima mappa delle
aree da salvaguardare

Si chiama ‘Strategia  nazionale del verde urbano’ il documento varato dal Ministero dell’Ambiente a cui si sta rifacendo il Comune di Cremona per la pianificazione degli interventi mirati a compensare le nuovi edificazioni o anche semplicemente a potenziare il  verde esistente. Un argomento molto discusso, visto che di recente il Comune è stato criticato per il via libera a nuove edificazioni e non solo quelle commerciali: dal cambio d’uso di una zona verde in via Flaminia per le esigenze di una associazione che opera a favore dei disabili; al taglio in via Sesto per consentire l’ampliamento di un’attività produttiva.

Cremona si inserisce così in quelle linee di intervento che stanno prendendo piede a livello nazionale basate  – si legge tra le Strategie –  su tre elementi essenziali: “passare da metri quadrati a ettari, ridurre le superfici asfaltate e adottare le foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano. La foresta urbana include tutti gli aspetti del verde urbano quali lembi di bosco, viali alberati, grandi parchi, orti urbani, giardini, ville storiche, verde di quartiere, e verde architettonico compreso il bosco verticale e i tetti verdi”.

Il Servizio di  pianificazione urbana del Comune ha individuato sulla mappa di Cremona una serie di aree di sua proprietà o di proprietà di enti collegati, attualmente verdi o anche già ricche di piante, che non potranno essere oggetto di cambi di destinazione d’uso, ma al contrario ospitare nuove piantumazioni, ad esempio aree residuali in contesti residenziali o produttivi. Ci sono ad esempio aree intorno al casello autostradale di San Felice, dove le piante potrebbero funzionare come una cortina antismog; aree a Cavatigozzi e al Cambonino, fazzoletti di terra più o meno ampi, come l’ex Polveriera di via Milano di recente acquisita al patrimonio comunale. Si tratta dunque di un avvio di pianificazione che mette un argine agli eccessi dei decenni scorsi, ad esempio al piano regolatore degli anni Novanta che prevedeva 500mila metri quadrati di nuove edificazioni, tra produttive e residenziali. E, sempre come esempio, resterà zona verde l’area a fianco dell’osteria Quinto a Picenengo, in precedenza individuata per una nuova edificazione. La pianificazione per questo nuovo progetto viene curato per le rispettive competenze dagli assessorati all’Urbanistica e Pgt (Andrea Virgilio) e al Verde (Rodolfo Bona) e sono previsti a breve incontri con gli amministratori di città vicine, ad esempio Reggio Emilia, ove il piano del Verde sta già prendendo piede.

Le aree verdi di proprietà comunale a ridosso della tangenziale e del quartiere Zaist

Attualmente a Cremona sono censite circa 25mila tra piante ed essenze; 945 sono nuove piantumazioni avvenute negli ultimi 5 anni e 1672 nell’ambito dei boschi dei nuovi nati.

“Cremona non ha mai avuto un Piano del verde”, spiega Bona , ossia “uno strumento strategico per conoscere, censire, valorizzare, proteggere, tutelare e progettare il verde della città come sistema, per le sue funzioni ambientale, socioeconomica e educativa. La nostra idea è di arrivarci attraverso una modalità che prevede attività propedeutiche quali il censimento del verde, già in corso e la redazione di un Regolamento”. L’idea è quella di arrivare nel 2021 allo sviluppo del documento di Piano e nel 2022 alla sua attuazione.

Secondo le analisi più accreditate – si legge nella Strategia Nazionale – la presenza degli alberi riduce la concentrazione del PM atmosferico tra il 7% ed il 24% entro i 100 mt di distanza dalla pianta, e riduce la temperatura atmosferica di 2-4 °F. Questo ruolo nevralgico degli spazi verbi urbani è stato riconosciuto a chiare lettere anche dal Piano Anti smog varato dal Ministero dell’ambiente a fine 2015, laddove prevede fra l’altro “misure volte all’aumento del verde pubblico all’interno delle aree urbane, con particolare attenzione alla problematica della piantumazione in aree urbane ed extraurbane”.

Le aree green di proprietà comunale nella zona Ipercoop – Cambonino. L’asterisco giallo indica quelle potenzialmente da piantumare

 

 

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Commenti
  • Mirko

    Alla luce di questo non bisogna più toccare una sola pianta….perche quelle che verranno messe a dimora per sostituire le vecchie, daranno i loro frutti fra anni e non subito.
    Aspettiamo il taglio delle altre in via sesto e poi ne parleremo

    • Diretur

      Ci sono piante a sviluppo veloce, basta iniziare subito.

  • Gianluca

    Parliamo di bosco verticale quando radiamo al suolo quello orizzontale.

  • Diretur

    Non vedo tutelata la zona tra l’argine e la città

  • Gemelli

    Giardino verticale vuol dire piantare un bonsai sul Torrazzo? Se si, quello a sviluppo veloce.

  • Roberto Regonelli

    Piantumare completamente l’intera area ex tamoil, questa è una iniziativa vincente!

    • rebelot

      Sono completamente d’accordo con lei.

  • ciclo-pe

    Ok a un piano del verde anche se le tempistiche sembrano molto dilatate. Intanto si potrebbe subito piantumare a basso costo d’impianto e di manutenzione molte aree marginali con verde di mitigazione lungo strade ad alta percorrenza e a protezione delle attività agricole. Poi suggerirei di aggiornare le mappe in quanto quelle qui riportate, e basta vedere la zona del centro commerciale Cremona Po, riportano “aree green” che sono solo un ricordo o che tanto green non sono mai state. Infine, viste le direttive ministeriali sui viali alberati considerati come foresta urbana, cosa si pensa di fare per i nostri viali/parcheggio?

    • Abiff

      Che sono una risorsa preziosa di posti auto per chi vi abita e per chi vorrebbe recarsi in centro?

  • michele de crecchio

    Oh bella! Questa è, in pratica, la pianta delle cosiddette “aree standard” acquisite in passato dall’amministrazione comunale, aree già tutte sistemate e piantumate da tempo, alcune delle quali (via Sesto e via Primo Maggio), però, sono state recentemente alienate, o stanno per esserlo, per discutibili operazioni edilizie già assentite dalla amministrazione. Probabilmente adesso tenteranno di imporre agli operatori di piantumare le coperture dei futuri edifici. Mah!