Un commento

ANCE, lettera a Regione per
sollecitare aiuti dal Governo
'Le imprese stanno sparendo'

“Ci vogliono equilibrio e razionalità . Giusto il rispetto delle misure di prevenzione sanitaria, ma coniugandole con un ritorno alla normalità e scongiurando il panico generalizzato che sta bloccando il settore delle costruzioni italiano in casa e in tutto il mondo e di conseguenza l’intera economia del Paese.” Queste le parole del presidente dell’ANCE sugli effetti dell’allarme Covid-19 in Italia. Lo stesso presidente aggiunge: “Stiamo mettendo in campo tutti i nostri sforzi per tutelare la salute dei lavoratori, ma dal territorio le imprese ci stanno segnalando situazioni paradossali e blocchi generalizzati anche al di fuori della zona rossa e della zona gialla”. Secondo il Presidente nazionale ANCE  “di questo passo tantissime imprese rischiano di scomparire”.

Il presidente di ANCE Cremona, Carlo Paolo Beltrami, evidenzia che questo ulteriore blocco dell’attività si va ad aggiungere a 11 anni di crisi e all’assenza di misure organiche per far ripartire concretamente il settore come chiediamo da tempo : tutti a parole dicono di voler fare qualcosa per rilanciare l’economia e l’edilizia e poi invece vengono introdotte misure che ancora una volta affliggono le imprese con maggiori oneri e adempimenti burocratici, come ad esempio l’art.4 dell’ultimo decreto fiscale. “Occorre – avverte Beltrami – dunque agire immediatamente con un pacchetto di misure urgenti a sostegno delle imprese e dei territori più colpiti, ma anche con provvedimenti strutturali immediatamente operativi necessari per rimettere in moto il Paese, a cominciare da una grande opera di semplificazione delle procedure”.

A tal proposito le territoriali lombarde, compresa ANCE Cremona, hanno redatto un lettera indirizzata a Regione Lombardia affiché si faccia portavoce nei confronti del Governo delle richieste di questo settore economico per inserire nei decreti, emanati d’urgenza in questi giorni di emergenza sanitaria, delle misure fiscali, tributarie, di sostegno alle imprese ed ai lavoratori, misure di cassa integrazione ordinaria, in deroga e straordinaria . “L’emergenza del ‘Covid-19’ – conclude – deve essere inquadrata come ‘causa di forza maggiore’ e tale specifica permetterebbe di evitare che eventuali ritardi nell’esecuzione dei contratti di lavori pubblici/privati, direttamente o indirettamente collegati alla situazione emergenziale, siano imputabili agli operatori economici”.

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Commenti
  • Acciaio Rapido

    Presidente, il problema nel vostro settore è uno solo, le banche che strozzano i vostri vecchi e nuovi clienti. Il mercato riprenderà quando le banche cominceranno a ridare fiducia ai consumatori ma con contratti onesti, non finalizzata a truffare il cliente