Cronaca
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Coronavirus, si è spento Donatello Misani, fondatore e presidente di Medea

Si è spento Donatello Misani, fondatore e presidente di Medea, associazione che si occupa dell’assistenza dei malati oncologici. Aveva 78 anni, ed era figlio di Giovanni Misani, uno dei pittori cremonesi più stimati del ‘900 scomparso nel 1985. Due anni fa aveva perso la moglie Ermanna Manara medico dell’ospedale di Cremona e volontaria dell’associazione a cui entrambi avevano dedicato gran parte delle loro forze. Dolce e generoso, Donatello Misani è sempre stato in prima linea nella raccolta di fondi per l’associazione che si occupa del finanziamento della ricerca oncologica ma anche del sostegno fisico, psicologico e sociale ai malati e ai loro familiari. Persona timida, un po’ schiva, ma molto sensibile spesso rinunciava volentieri ad apparire, mandando in prima linea il suo vicepresidente, Rodolfo Passalacqua, ma si dedicava con tutto il cuore alle tante le iniziative organizzate dall’associazione cremonese, dai 100 passi di Medea, al concerto gospel di natale, lo scorso dicembre al teatro Ponchielli, e poi Gran Varietà, Passi da dea donne per Medea. Raccolte di fondi che negli anni hanno portato alla realizzazione di Casa Medea nella “Limonaia” di via Ca’ del Ferro e al suo giardino Terapeutico, il primo in Italia dedicato alla riabilitazione oncologica. La sua missione per Medea ben si sposava con l’altra sua grande passione quella dell’arte, da sempre attivo consigliere di Adafa di cui era responsabile della commissione artistica, Misani dipingeva e scriveva poesie. Nel 2016, 31 sue opere erano state esposte proprio all’Adafa e recentemente le sue poesie erano state incise in un dvd con la voce dell’attore Massimiliano Pegorini dal titolo “Graffi di parole”. Mancherà a tutti coloro che lo hanno conosciuto raccontano Tiziana Cordani, amica da sempre, e Raffaella Barbierato di Adafa. Commossi nel parlare di lui, i consiglieri di Medea Maurizio Lanfranchi e Nicoletta Mezzadri che promettono che, quando sarà finita l’emergenza Coronavirus che se l’è portato via, sarà ricordato come merita.

Cristina Coppola

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