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‘Preparati per le emergenze
radiologiche e nucleari,
ma per quella biologica?’

Con tutto il tempo che mi dà questa reclusione, ripensando al vissuto, mi sono ricordato che al corso allievi ufficiali d’artiglieria -nel 1969- vidi un filmato in cui una vecchietta dall’aspetto accattivante (quindi insospettabile) inquinava in campagna un pozzo idrico. Ciò era lo spunto per descrivere gli interventi che sarebbero seguiti da parte del Gruppo ABC, deputato alla difesa, contenimento e bonifica, dall’inquinante atomico, biologico, chimico che fosse.

Ho sviluppato il mio ricordo consultando alcune pagine on line di siti dell’Esercito, della Difesa e del quotidiano ‘il Messaggero’, che sintetizzo: “I primi reparti chimici vedono la luce durante la Grande Guerra ma soltanto nel 1923 con la costituzione del Servizio Chimico si gettano le basi per la formazione della specialità. Nel secondo dopoguerra la branca ABC (Atomica, Biologica e Chimica) veniva prima coordinata da un apposito Ispettorato e, nel 1976 -divenuta NBC (Nucleare, Biologica e Chimica)- passa nelle competenze dell’Arma di Artiglieria. Oggi, pur essendo inserito in una Grande Unità di Artiglieria, il personale del reggimento NBC ed anche quello della Scuola Unica Interforze, proviene da tutte le Armi e Corpi dell’Esercito”.

E ancora: “La Scuola Interforze per la Difesa NBC ha sede presso la Caserma “Verdirosi” in Rieti, piazza Marconi n. 7. Essa costituisce “Polo Interforze per la Difesa NBC” con la missione di: specializzare nel settore CBRN (Chimico Biologico Radiologico Nucleare) il personale delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato nonché dei Dicasteri e delle Organizzazioni civili coinvolte nella materia; elaborare direttive e procedure di impiego nonché fornire pareri e consulenze in campo CBRN; …. Essa inoltre: dispone di un’area addestrativa denominata NUBICH, situata a 2 km di distanza presso l’ex-aeroporto “Ciuffelli”, dotata di molteplici scenari attrezzati per l’effettuazione realistica di attività pratiche di tipo chimico, biologico e radiologico; inquadra nel proprio ambito il CBRN Area Control Center (ACC), che costituisce la struttura di vertice della Rete Nazionale Militare di Osservazione e Segnalazione degli Eventi CBRN”.  Infine: “9 ott 2019 – RIETI – Porte aperte alla caserma Verdirosi, per i giornalisti invitati a scoprire le attività dell’area addestrativa Nubich, nucleare, biologica e chimica”.

Mi sono allora posto due domande. Nei giorni passati il “pozzo” era a Codogno. D’accordo era un’aggressione “civile”, non militare, né terroristica, ma pur sempre una aggressione biologica. Allora perché, non dico non è intervenuto, ma neppure si è sentito parlare di tale gruppo, a supporto per pareri e consulenze, come da sua missione? Prima di attendere l’ospedale da campo dei Samaritani statunitensi a Cremona, non poteva essere disponibile a Codogno in tempi più immediati, quello militare per gli interventi CBRN con personale medico, infermieristico, ausiliario, tecnico specializzato, che dovrebbe esistere, data l’area addestrativa NuBiCh?

Le domande non hanno assolutamente scopo polemico, né misconoscente di quanto è fatto da tutte quelle persone super impegnate, che sono da encomiare, da non smettere mai di enormemente ringraziare, ma sono dettate da un ricordo e da un ‘vuoto’ che chiedo a qualcuno di colmare e che spero moltissimo sia colpa di mia ignoranza o di mio errato approccio concettuale al tema.

Pieremilio Priori

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Commenti
  • Luigi Di Re

    Semplicemente perché non si tratta di un attacco né biologico e né chimico….

  • antonio1956

    Trovo sensate e pertinenti le domande che si pone Pieremilio Priori. Anche se non si tratta di attacco biologico, ma di “Emergenza sanitaria” (di tipo biologico) dal 31 gennaio ultimo scorso, avrebbe potuto costituire, un intervento di questo tipo configurabile in esercitazione reale sul campo, un supporto qualificato di competenze.

  • topo2020

    Da uno dei tanti quotidiani italiani di oggi, la notizia che risponde alla domanda, al di là delle preoccupazioni e di eventuali polemiche.
    «Militari di Mosca acquartierati nella foresteria dell’esercito italiano, i timori di un’“occupazione” russa in Italia.
    Gli esperti in guerra batteriologica inviati da Putin col placet di Conte studiano le mappe dello Stivale. Si stanzieranno a Bergamo, con ampie libertà.
    Ma nel governo e tra i militari italiani molti sono preoccupati.»