Lettere
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In ricordo del dottor
Marco Arisi: 'Un medico
che diventava un amico vero'

da Luisa Manfredini

Gentile Direttore,

Le chiedo di rendere onore ad un amico che ieri è mancato, il dottor Marco Arisi. Chi entrava nel suo studio poteva capire che non era una persona qualsiasi, perchè veniva accolto non da un anonimo e triste locale sporco e trascurato, ma da un ambiente fatto di pareti colorate, poster giganti sulla natura, orologi variopinti che, con gli uccellini che cinguettavano allo scoccare delle ore, ti portavano calore e allegria. A questo si aggiungeva il suo sorriso, la sua comprensione, la disponibilità all’ascolto, sempre, anche se non eri un “suo” paziente; e, naturalmente, la sua grande bravura professionale.

Tutto questo era “Marco”, un medico che diventava un Amico vero. Io, pur non essendo una sua mutuata, sono ricorsa a lui in un momento di necessità e l’ho trovato attento ascoltatore dei miei problemi con grande delicatezza e sensibilità. Non si è goduto per nulla la pensione, ha sofferto molto pur non facendo pesare agli altri il suo calvario, pesantissimo. Marco non c’è più, fisicamente, ma tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo e averlo come Medico e Amico, lo porteremo sempre nel cuore con infinita riconoscenza e affetto. Ciao Marco, mentre noi cerchiamo di farci una ragione della tua partenza, tu trova finalmente la tua pace.

Luisa Manfredini

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