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Medici di famiglia lombardi:
'Dati inattendibili: servono a
nascondere una Caporetto?'

(foto Sessa)

“Non vorremmo che la confusione sui dati” dell’emergenza coronavirus “servisse a nascondere la responsabilità dei generali nella ‘Caporetto’ della sanità pubblica italiana”. Paola Pedrini, segretario della Federazione italiana medici
di medicina generale (Fimmg) della Lombardia, come riportato dall’agenzia Adnkronos, ha definito “sempre più inattendibili” i numeri diffusi su Covid-19 ed esprime il timore che “traggano in inganno l’opinione pubblica”.

Pedrini guarda alla situazione attuale in Lombardia e nelle aree della regione più colpite. Uno dei temi al centro del dibattito in questi  giorni riguarda gli accessi ai pronto soccorso che sembra stiano vivendo un alleggerimento della pressione, e i malati che restano a casa. “Il ragionamento è un altro – osserva Pedrini -: prima si facevano i tamponi solo ai ricoverati, da qualche giorno si fanno ai  ricoverati e agli operatori sanitari sintomatici, che sono quasi tutti ovviamente positivi anche se con pochi sintomi. Questo ha creato un dato di positivi non ricoverati sul territorio che prima non esisteva, numeri falsi perché riferiti ai soli operatori sanitari e non alla  popolazione intera”.

“A questi numeri – conclude – possiamo eventualmente aggiungere qualche tampone di  controllo ancora positivo fatto ai dimessi convalescenti. Ci chiediamo se chi gestisce i numeri è solo incompetente, se vive in
un universo parallelo o se ci sta marciando”.

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Commenti
  • Simone Verde

    Perfettamente d’accordo

  • carabinosonio

    Finché questa supposizione circolava solo tra noi semplici cittadini, poteva sembrare la solita “chiacchiera da bar” anche se i bar son chiusi. Ora però lo dicono anche i medici… e detta da loro non sembra affatto una “chiacchiera da bar”.

    • Chicca

      Concordo

  • nbc

    Io mi sono ammalato ai primi di marzo, febbre 38 al mattino 39 alla sera per circa 10 giorni, con subentro di tosse secca che mi ha fatto temere circa la necessità di andare al pronto soccorso. Ho chiamato tutti i numeri preposti , dal 1500 non ho mai avuto risposta mentre dalla regione e dall’ast dopo molti tentativi ho avuto le indicazioni di massima comunque già note. A tutti gli interlocutori ho segnalato il mio sospetto di essere contagiato ma mi veniva continuamente richiesto di indicare se avessi avuto contatto con un positivo, cosa che non sono stato in grado di stabilire. Per cui non sono stato sottoposto a tampone. Ora stò meglio , al medico non ho chiesto altri giorni di malattia e userò qualche giorno di ferie per rimettermi completamente dopo di che tornerò al lavoro. Visto che parliamo di medici segnalo che il primo dottore che ho contattato dopo aver scoperto che il mio medico era ammalato, per darmi i giorni di malattia pretendeva che andassi nel suo studio sospettando che fossi un falso malato, fortunatamente un altro medico mi ha dato i giorni ed un minimo di consigli terapeutici.
    Morale, da presunto positivo avrei dovuto andare in uno studio medico favorendo il contagio, non avendo subito il tampone al momento non sono soggetto ad alcuna limitazione se non quelle previste per tutti, i miei familiari anch’essi non hanno alcun vincolo. Quando sento snocciolare dati di contagiati in calo od in aumento penso che il sistema non sia in grado di accertare la situazione reale .

    • Simone Verde

      Fatti fare una lastra del torace o una tac torace ( ancora meglio )perchè al 99% hai la polmonite da covid 19

    • carabinosonio

      È successa la stessa identica cosa a me. Mio padre con febbre (punta massima a 40!), telefonato al numero di emergenza (fortunatamente preso la linea), dichiarato i suoi sintomi (oltre al fatto che sia cardiopatico e ottuagenario)… risposta? “Non riguarda noi, chiamate la guardia medica”. E, dopo venti minuti di attesa per parlare finalmente con un medico, la diagnosi è stata: può essere tutto o niente. Dategli la tachipirina e richiamate se peggiora.
      Fortunatamente la febbre se ne è andata e non ha avuto altri sintomi, ma ancora oggi non sappiamo cosa abbia avuto e, di conseguenza, se fosse contagioso.

  • Adeline

    A parte che sarebbe giusto e necessario testare tutti coloro che lavorano in ambiente sanitario (da chi fa le pulizie a medici e infermieri a contatto con i pazienti Covid a chi lavora nelle case di riposo et similia), i parenti e colleghi dei positivi e chiunque abbia febbre alta e tosse perché potrebbe degenerare in una seria polmonite in qualsiasi momento, sarebbe ora di cominciare a fare test a campione tra la popolazione per valutare quanto è estesa l’epidemia. E’ evidente che i numeri ufficiali sono solo decorazioni su carta igienica, se non cominciamo ad avere un piano serio per arginare l’epidemia questa finirà solo dopo centinaia di migliaia di morti e perché ci saremo ammalati tutti!