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Situazione rsa, documento del centrosinistra: 'Servono misure urgenti'

Domicilio ed Rsa sono i fronti che richiedono misure urgenti ed adeguate per combattere l’epidemia da Coronavirus: questa la richiesta del centrosinistra cremonese, come evidenziano in un documento condiviso da segretari politici e capigruppo di maggioranza in consiglio comunale: Roberto Poli (Pd), Enrico Manfredini (Fare Nuova la città-Cremona Attiva), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona-Energia Civile), Luca Burgazzi (segretario cittadino Pd), Francesco Ghelfi (segretario Articolo Uno) e Alfredo Martini (presidente Fare Nuova la Città).

“Apprezziamo il grande sforzo degli operatori sanitari e sociali della protezione civile, delle forze dell’ordine, dei volontari e di tutti coloro che in questi giorni ancora si stanno prodigando per combattere l’epidemia” si legge nel documento. “Questo sforzo deve essere ulteriormente sostenuto e supportato, come chiedono giustamente i nostri sindaci nella lettera recentemente inviata a Regione Lombardia, intervenendo anche fuori dall’ospedale

L’evoluzione del contagio da Coronavirus ci segnala chiaramente che abbiamo bisogno di tracciare le infezioni anche fuori dall’ospedale e che è necessario monitorare la situazione di chi si trova presso il proprio domicilio; sono troppi i casi di persone che, pur avendo sintomi da COVID-19, non hanno avuto il tampone e che stanno gestendo la malattia al domicilio, in solitudine.

L’emergenza dimostra come sia stata miope la scelta, operata a suo tempo dalla Regione Lombardia, di non investire su un nuovo sistema di medicina territoriale che avrebbe consentito una migliore presa in carico e la possibilità di seguire, già in via ordinaria, le persone a domicilio, mentre ora registriamo di fatto il vuoto tra medico di base ed azienda ospedaliera

Ora, in emergenza, devono essere perlomeno urgentemente potenziate le USCA (unita soccorso continuativo assistenziale) che, in stretto collegamento con i medici di base e con i servizi socioassistenziali, possono monitorare le persone a domicilio e concorrere a sgravare le strutture ospedaliere. Il collegamento con i servizi sociali non può essere considerato come secondario, ma centrale per raggiungere l’obiettivo di aiuto alle persone. Altrettanto importante è trovare risorse e canali per il reperimento di sussidi essenziali come ad esempio l’ossigeno e le protezioni.

Ma c’è un’altra tragedia che si sta consumando e a cui occorre urgentemente mettere freno: la propagazione del virus nelle RSA, nonostante da più di un mese queste strutture siano state chiuse all’esterno e sia stato vietato l’accesso ai parenti. La certezza è data dal forte aumento dei decessi, persone che muoiono senza il conforto dell’accompagnamento delle persone care e senza che vi sia chiarezza se le cause siano da ricondursi al coronavirus 

Non è più tollerabile il protrarsi di questa situazione. Chiediamo quindi che il personale delle RSA e quegli ospiti che presentano sintomi compatibili con l’infezione vengano immediatamente sottoposti al tampone e che vengano poste in essere tutte le misure necessarie per isolare il contagio e garantire maggiore sicurezza agli ospiti ed agli operatori.

Nella situazione che si è determinata nelle RSA, dove non è stato possibile fare tamponi né agli ospiti né per molto tempo agli operatori e dove vi era carenza di DPI, non vi sono le condizioni minime per poter attrezzare reparti Covid.

Riteniamo invece importante e urgente reperire luoghi (alberghi o altre strutture) per chi, dimesso dall’ospedale, non sia nelle condizioni di poter essere seguito a domicilio. Le ricerche in atto sono importanti e da sostenere”.

 

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