Cronaca
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Con il lock down molto lavoro in smart working: aumenta il rischio di cyber crimini

Roberto Vitali

La situazione che sta affrontando il Paese, in lock down e con tantissimi lavoratori in smart working, non ha fatto che amplificare il livello di cyber rischio. Un nuovo perimetro, un nuovo modo di lavorare e soprattutto tantissimi
nuovi strumenti introdotti nella quotidianità del lavoro di tutti. La Polizia Postale che, già a marzo, aveva rilevato un aumento dei crimini informatici, avvertendo di prestare attenzione a tutte le comunicazioni ricevute in riferimento all’emergenza Covid-19. In particolare proprio a quelle delle banche, perché, triste a dirsi, gli hacker non passano il loro tempo a fare scherzi di cattivo gusto agli utenti, ma mirano esclusivamente ad estorcere loro denaro. Con una nota inviata agli organi di informazione, il referente di Federprivacy Roberto Vitali, mette in guardia tutti gli operatori istituzionali – pubblici e privati – dai potenziali rischi: “In un momento di emergenza come questo, l’eventuale blocco dei sistemi informatici è assolutamente da scongiurare in tal senso, la consapevolezza di potenziali pericoli è determinante per osservare ogni precauzione”. L’esperto spiega, mostrando una recente nota della Polizia di Stato: “In questo momento è in atto una campagna di phishing. Infatti, utilizzando una mail avente come oggetto – Notifica di rimborso fiscale per il 2019 – le vittime vengono indotte a cliccare su un link malevolo
che conduce ad una finta pagina dell’Agenzia delle Entrate per inserire le credenziali di accesso”. Vitali conclude consigliando estrema cautela nell’utilizzare la posta elettronica, soprattutto quella istituzionale, evitando di cliccare sui link se non preventivamente informati. Per contenere tali fenomeni è buona prassi avere una conferma telefonica dal mittente.

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