Cronaca
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Tra footing notturno e il guado del Morbasco: le strategie dei runner per sfuggire ai controlli

Le sanzioni sin qui elevate dalla Polizia Locale sono state però circa 200

Correre a perdifiato lungo l’argine, sentirsi osservati dal drone, accorgersi che arrivano i vigili urbani da via Boscone e darsi alla fuga per non farsi prendere ed evitare così la multa. Da una parte i campi, dall’altra il Morbasco, cosa fare? Scartata la fuga attraverso i campi, ecco che tre maturi irriducibili runner decidono di camminare sulle acque, guadare il Morbasco a piedi e quindi ritrovarsi sull’altra sponda, liberi di riprendere la corsa. Incuranti delle nutrie, del fango e della leptospirosi pur di scappare dai vigili e dalle multe.

Questa è una delle tante storie che i nostri uomini in divisa raccontano dei loro cinquanta lunghi giorni a cercare di dissuadere i cremonesi ad uscire di casa. Tra l’altro corre sul web una sorta di catena di messaggi di ragazzi con la voglia di correre ma anche di trasgredire, che si danno appuntamento in centro tra le 22 e le 23 per poi andare a fare footing notturno lungo gli argini del Po, lontani dai droni e dalle pattuglie.

Una faticaccia per i nostri agenti tra tensioni e paure, con i tamponi mai fatti neppure ai nostri vigili nonostante le reiterate richieste, a inseguire chi non capisce che la tua libertà di correre, camminare o andare in bici, finisce quando danneggi l’altro. Così venerdì scorso, sempre in via Boscone, cinque persone sono state fermate e multate perchè non han voluto rinunciare alla pedalata in mountan bike sugli argini, stupiti e meravigliati di trovare i nostri vigili, lì per far rispettare la legge, in quello spazio agognato tra verde e natura.

Argini, parchi, giardini sono anche oggi sotto stretta osservazione, così come lo sono stati nel week end di Pasqua e nel prossimo del 25 aprile. Dall’inizio delle restrizioni i vigili urbani hanno dato circa 200 sanzioni. Ancora poche per chi non ha capito la lezione di Giorgio Gaber: “La libertà non è star sopra un albero…”.

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