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Colletta del clero diocesano
per gli ospedali: raggiunta
quota 62mila euro

L’idea di una colletta è partita da una lettera indirizzata dal vescovo Napolioni ai suoi sacerdoti e ai diaconi della diocesi dopo la sua dimissione dal reparto di Pneumologia dell’Ospedale di Cremona, dove era stato ricoverato per il Covid–19. E i preti cremonesi hanno subito risposto «presente», con un segno concreto di vicinanza alle esigenze sanitarie del territorio, ai malati e al personale sanitario che da mesi ormai si sta battendo in prima linea contro la diffusione del virus e per la cura dei propri concittadini.

Così nel messaggio rivolto in diretta dalla Cattedrale al presbiterio diocesano in occasione del Giovedì Santo (nel luogo e nel giorno della Messa del Crisma che tradizionalmente riunisce il clero ma che quest’anno non è stato possibile celebrare) monsignor Napolioni ha pubblicamente annunciato la speciale raccolta di solidarietà, che oggi ha già superato i 62.000 euro di offerte.

Il ringraziamento ai tanti che hanno garantito il proprio contributo, si è unito a quello per il ministero svolto in questo contesto di rinuncia e fatica: «Grazie perché siete stati fedeli. Grazie perché avete un gran desiderio di rivedere le vostre comunità la domenica. Grazie perché tenete i contatti con i più deboli, chi più soffre, chi più incarna il crocifisso Gesù».

La colletta è ancora aperta e sarà destinata alle principali strutture ospedaliere del territorio, come segno della profonda complementarietà tra «medici del corpo e medici dell’anima».
Una vicinanza espressa dallo stesso vescovo Napolioni con il suggestivo momento di preghiera guidato nel Venerdì Santo dal piazzale dell’Ospedale di Cremona e sottolineata anche dalla concretezza di altre iniziative solidali messe in atto dalla Diocesi, come ad esempio l’acquisto di dispositivi di protezione individuali e materiali per l’igienizzazione fornite per ospiti e operatori delle strutture sanitarie del territorio.

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