Cronaca
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Nasce il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale

Nel corso della seduta consiliare provinciale del 20 aprile è stato approvato il regolamento per l’istituzione del Garante provinciale dei diritti delle persone private della libertà personale.

“Dopo un confronto con il Presidente Signoroni e l’interlocuzione con operatori del settore, abbiamo individuato questa figura del Garante, che opera a titolo gratuito, già presente in altre realtà territoriali” ha precisato il promotore consigliere provinciale Giovanni Gagliardi. “Come prevede la stessa legge, l’articolo 7 del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale e gli ha attribuito il compito di vigilare affinché la custodia delle persone sottoposte alla limitazione della libertà personale sia attuata in conformità alle norme nazionali e alle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall’Italia”.

Ha continuato Gagliardi: “Le iniziative già intraprese con la Casa Circondariale di Cremona e le ottime relazioni tra Istituzioni han fatto sì, nel corso degli anni, di portare avanti progetti formativi, di lavoro ed educativi promossi dalla stessa Provincia, non ultimo il documentario-film “Cremona e il suo carcere”, con la regia di Alessandro Scillitani, nato da una idea di Giorgio Brugnoli. Da qui, dopo alcune ricerche e scambi di informazioni, abbiamo definito un regolamento in cui vengono definiti i compiti del garante sulla scorta di esperienze già avviate e codificate normativamente”.

Tra i compiti del Garante vi sono: la visita periodica alla Casa circondariale di Cremona al fine di instaurare colloqui con i detenuti e prendere visione della situazione strutturale e di funzionamento dell’Istituto al fine di rappresentare all’esterno le relative esigenze e sostenere iniziative tese al miglioramento delle condizioni di detenzione; l’esercizio della funzione di tutela delle persone private della libertà personale mediante osservazione, vigilanza e segnalazione delle eventuali violazioni di diritti, di qualsiasi genere, alle autorità competenti per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti e le azioni necessarie.

Inoltre riceve dalle persone detenute e da chiunque ne venga a conoscenza segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria e/o su presunte violazioni dei diritti dei detenuti; riceve i parenti delle persone detenute, i conviventi e le persone ammesse alle misure alternative anche sulla base di richieste dagli stessi formulate; promuove una cultura della umanizzazione della pena (anche mediante iniziative di sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani fondamentali); opera d’intesa con le altre istituzioni pubbliche e del privato sociale per la fruizione di tutti i diritti da parte delle persone detenute e limitate nella libertà personale; definisce iniziative volte a facilitare ai soggetti in carcere o limitati nella libertà personale la garanzia di prestazioni inerenti il diritto alla salute, all’affettività, alla libertà religiosa, alla qualità della vita, all’istruzione scolastica, alla formazione professionale e al lavoro, nell’ottica del principio del reinserimento sociale; si raccorda con le Amministrazioni pubbliche competenti affinché garantiscano prestazioni ottimali di servizio nel campo del diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro.

Nel regolamento è previsto che il Presidente della Provincia, sentito l’Ufficio di Presidenza e previa consultazione con il dirigente dell’Amministrazione penitenziaria locale, nomina il Garante scegliendolo fra persone che hanno fatto pervenire la propria candidatura a seguito di apposito avviso pubblico, residenti nella provincia di Cremona, con competenza ed esperienza nel campo dei diritti umani, delle tematiche sociali, dell’istruzione, della formazione e del lavoro e con particolare sensibilità per le tematiche relative alle persone temporaneamente private della libertà a seguito di provvedimenti giudiziari. Il Garante, che opera in veste monocratica, resta in carica per la durata di anni 3 (tre) e prosegue l’attività sino all’insediamento del nuovo Garante.

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