Un commento

Da Fondazione Città di Cr
un premio ai giovani
impegnati in #Cremonaiuta

alcuni dei giovani impegnati nella distribuzione della spesa a domicilio nell'ambito della rete CremonAiuta

Quasi alla vigilia del 25 aprile, la Fondazione Città di Cremona ha deciso di dedicare ai giovani volontari impegnati nella rete #CremonaAiuta, l’edizione 2020 del Premio Attilio Barbieri, il giovane caduto per mano delle truppe di occupazione il 26 aprile 1945 in piazza San Luca a Cremona. Sono oltre 250 i volontari impegnati e diverse decine le associazioni che stanno svolgendo servizi di pubblica utilità a favore dei cremonesi che non possono uscire di casa e non hanno un supporto famigliare. Consegna di pasti pronti, spesa e farmaci, ad esempio. “Una rete – afferma la presidente della Fondazione Uliana Garoli – che vede coinvolti tantissimi giovani  ai quali riteniamo sia giusto dare un riconoscimento, nello spirito del premio Barbieri che negli anni ha cambiato target, adeguandosi ai tempi”. Nato come premio per gesti di bontà compiuti da giovai e giovanissimi, negli ultimi anni il premio ha intercettato  l’impegno sociale e civile di associazioni e gruppi spontanei di ragazzi.
I termini di presentazione delle candidature saranno anticipati rispetto al consueto: raccolta delle segnalazioni entro il 30 aprile e individuazione dei vincitori entro il mese di maggio. Le associazioni aderenti a CremonAiuta hanno ricevuto in questi giorni la lettera con l’invito ad effettuare le segnalazioni.
La Fondazione ha già contribuito all’emergenza Coronavirus con una donazione di 10mila euro all’associazione ‘Uniti per la provincia di Cremona’ che sta realizzando interventi concreti a sostegno degli operatori sanitari dell’ospedale e degli altri soggetti operanti nel settore socio sanitario e dell’assistenza.
“Continuiamo anche nell’emergenza a supportare la rete di volontariato che in tutti questi anni abbiamo contribuito a valorizzare e sostenere”, è il commento della presidente Garoli. “Solo uniti potremo affrontare l’emergenza e stare concretamente al fianco di tutti i medici, operatori sanitari e a tutti quei lavoratori e volontari che permettono di mantenere attivi i servizi essenziali per la nostra comunità”.

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Commenti
  • MrCairo

    Patetico, non accettano giovani se non di Auser e cooperative in un momento in cui gli aiuti servono… e i soliti vengono anche incensati dai giornali. Io mi sono proposto per dare una mano, ho messo a disposizione la mia auto e il mio tempo e dal comune mi hanno risposto “grazie ma per il momento non abbiamo più bisogno di persone” e poi vedo sui quotidianacci in bella vista la famigliola al completo che dà una mano, poverini, devono faticare molto. C’è solo l’auser? Perchè non accettano aiuti di privati? Giuro che non vi tubo il posto sul giornale, mi interessava solo aiutare, ma evidentemente l’apparenza è ciò che deve prevalere, anche in un momento come questo. Che schifo