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Coronavirus, dal Panathlon
sostegno ad altre due
iniziative solidali

Dopo un primo aiuto a favore dell’Ospedale di Cremona, che si è concretizzato nel sostegno dell’iniziativa organizzata dalla Sanse Basket, il cui presidente Fabio Tambani è un panathleta del Club cremonese, per l’acquisto di tute Tyvek e di camici chirurgici destinati al nosocomio cittadino, il Panathlon Club Cremona, presieduto da Roberto Rigoli, è sceso nuovamente in campo. Sodalizio a vocazione sportiva, è “da sempre attento alle necessità della comunità in cui vive ed opera, a favore anche dei giovani, della scuola e delle persone con disabilità”, come sottolineano dallo stesso Club.

“In questi momenti – spiegano – di grandi difficoltà, sia sul fronte sanitario che sociale, il consiglio direttivo del Club, ha deciso di orientare il proprio sostegno in due direzioni”. La prima a favore di un’iniziativa promossa da Sveva Gerevini, multiplista italiana, campionessa nazionale assoluta di eptathlon nel 2017, 2018, 2019 e di pentathlon nel 2019 e 2020 e Premio Panathlon 2019. Il Club ha quindi aderito al progetto di Sveva che, in collaborazione con l’associazione MEDeA che sostiene l’Unità di Oncologia dell’ASST di Cremona, prevede l’acquisto di strumentazione utile ad assistere pazienti oncologici a domicilio risultati positivi al Covid-19.

La seconda per aiutare la comunità dei frati cappuccini di Cremona. Presso il convento di Via Brescia ed alla guida del padre superiore, frate Giorgio, da sempre sono moltissime le persone e le famiglie che vi si recano per un’assistenza morale e fisica. In questi momenti, a causa di questa epidemia che fa emergere ulteriormente le fragilità, sono oltre cinquanta le famiglie che vengono aiutate ed un numero sempre crescente di persone che si recano presso il convento per un po’ di cibo che, in caso di impossibilità, viene anche portato a domicilio.
Da qui l’idea del Panathlon Club Cremona di stanziare una cifra che consentirà ai frati cappuccini di poter continuare la propria opera meritoria di aiuto.

“Non solo sostegno – conclude il Panathlon – quindi alle attività sportive, secondo la propria vocazione, ma anche, a seconda delle varie situazioni, attenzione e sensibilità alle necessità della propria comunità”.

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