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La formazione a distanza nelle
Rsa grazie ai corsi anti-Covid
Coinvolti 1.500 operatori

Il Direttore Tecnico-Scientifico, Domenico Tomassi

C’è un militare, il dottor Domenico Tomassi, per 23 anni graduato dell’Esercito Italiano ed esperto in guerra batteriologica, a coordinare i due corsi di formazione specifica sull’«Emergenza Covid-19», organizzati da Arbra per le case di riposo delle province di Cremona, Brescia e Mantova, sulla scorta delle indicazioni emanate lo scorso 17 aprile dall’Istituto Superiore di Sanità. Il dott.Tomassi ha partecipato a numerose attività di addestramento e di peacekeeping in territorio nazionale, europeo ed internazionale con la specializzazione nella rivelazione, rilevazione, campionamento e bonifica nel campo CBRN-Chemical, Biological, Radiological and Nuclear weapon. È lui a guidare dal punto di vista scientifico un pool di consulenti della sicurezza nei luoghi di lavoro, esperti nell’area Rsa, pool costituito da Giacomo Vecchia, Fiorenzo Luppo, Gloria Ferrari e Giovanni Manara.

Nulla è stato lasciato al caso, insomma, nel mettere a punto un progetto ampio, importante ed innovativo, finanziato per intero dal Fondo Interprofessionale Formazienda, che ha previsto a livello nazionale 3,5 milioni di euro per la formazione delle Rsa-Residenze Sanitarie Assistenziali, mentre, per le strutture non aderenti al Fondo, è stato coperto da A.R.SaC., l’Associazione che riunisce una trentina di Rsa del territorio cremonese, da Rivolta d’Adda a Casalmaggiore e San Giovanni in Croce.
Il corso è stato pensato per oltre 1.500 allievi, tra quadri e dipendenti delle case di riposo, con formazione assicurata tramite aule virtuali. Proprio per facilitare l’accesso online, Arbra Formazione, ha donato 50 tablet alle case di riposo, affinché venissero consegnati al personale che non ne fosse dotato o con minore alfabetizzazione informatica. I tablet sono stati donati alla memoria di Mattia Zampolli, recentemente scomparso e compagno della coordinatrice didattica di Arbra Formazione, Sabrina Dioli.

Nel quadro di una più ampia riprogettazione del welfare, resa necessaria dall’emergenza sanitaria vissuta in questi mesi, la formazione rappresenta senz’altro una priorità, occupa insomma «uno spazio importante ed interessante – come evidenzia Walter Montini, presidente dell’ARSaC – Terminata la fase critica, occorrerà ripensare il sistema socio-sanitario assistenziale di tutto il territorio nazionale, non soltanto della provincia di Cremona, dovranno essere create delle sinergie, dovranno esserci delle professionalità diverse, bisognerà avere un progetto nuovo, attorno al quale peraltro noi stiamo già lavorando. In questo progetto la formazione è ai primi posti. Dobbiamo essere sempre pronti ad affrontare situazioni analoghe a quella determinata dal Coronavirus. Ciò lo si fa non solo dotandosi di una quantità adeguata di dispositivi di protezione individuale, ma anche offrendo al personale una formazione, che deve essere continua».

In tal senso, il corso ha subito dato un primo risultato concreto: grazie al confronto con gli operatori delle Rsa, infatti, il coordinatore scientifico, il dottor Tomassi, ha potuto constatare come le case di riposo coinvolte, benché lasciate sostanzialmente sole nel momento più acuto della crisi da Covid-19, abbiano saputo porre in essere procedure corrette e svolto un buon lavoro a tutela dei propri ospiti e del personale in servizio.

Walter Montini

Ma non basta: l’esperienza vissuta in questo periodo ha reso evidente come «in ogni situazione difficile e critica, sia opportuno porre attenzione alla formazione del personale», afferma Montini. Per questo Arbra Formazione ha messo a punto un corso in due livelli. Il primo livello, svolto dal 28 aprile al 5 maggio in modalità aula virtuale-webinar con presenza del docente e lezioni estremamente interattive, ha coinvolto tutto il personale, soprattutto staff di emergenza Covid-19, datori di lavoro, RSPP e ASPP ovvero responsabili e addetti al Servizio Prevenzione e Protezione, nonché preposti. L’obiettivo è stato quello di fornire indicazioni specifiche per la gestione del rischio biologico attraverso le varie fasi della catena della sicurezza, dell’approvvigionamento dei DPI-Dispositivi di Protezione Individuali, nonché di illustrare le procedure per il mantenimento della sicurezza degli ambienti di lavoro e per l’aggiornamento del DVR-Documento Valutazione Rischi.

Del programma, svolto con due aule virtuali al giorno – una al mattino ed una al pomeriggio -, han fatto parte le disposizioni normative relative all’applicazione delle misure di contenimento nei luoghi di vita e di lavoro, le precauzioni standard per l’assistenza a tutti i residenti, le misure di prevenzione trasmissione per contatto e per via aerea, la promozione della responsabilizzazione degli operatori, le caratteristiche e l’utilizzo appropriato dei DPI, vestizione e svestizione, nonché corretto utilizzo delle aree neutre, sanificazione degli ambienti, predisposizione delle aree di confinamento e smaltimento del materiale utilizzato, precauzioni da attuare negli spazi comuni (spogliatoi, bagni, ecc.), nei momenti di pausa, riunioni di staff, ecc.
Il secondo livello del corso è invece partito lo scorso 7 maggio e si concluderà a metà giugno. Si rivolge a tutto il personale di assistenza, con 4 aule al giorno, mattina e pomeriggio, sabati e domeniche compresi . L’obiettivo è quello di fornire ai lavoratori, impiegati in attività d’assistenza a contatto con pazienti asintomatici, le indicazioni specifiche per la gestione del rischio biologico, l’impiego corretto dei DPI messi loro a disposizione, la corretta manutenzione, conservazione e smaltimento. Il programma rappresenta un importante approfondimento delle tematiche trattate nel primo livello.

Al termine di ogni corso, ne viene redatta la parte documentale con relativi registri e questionari, presenze rilevate mediante la tracciabilità di connessione, il tutto rigorosamente registrato con piattaforma LMS e protocollo SCORM. Massima professionalità, dunque, per conseguire in modo efficace anche il massimo risultato.

Del resto, le disposizioni sempre più esigenti richiedono un grado di preparazione ed una formazione adeguati: dalla DGR n. 3018 di Regione Lombardia fino l’ultimo rapporto emanato dall’ISS-Istituto Superiore di Sanità del 17 aprile, ad esempio, prevedono l’obbligatorietà di percorsi di formazione adeguati al contenimento dell’infezione da Covid19. È chiaro come richieste precise, quali queste, richiedano risposte precise, ciò che solo personale ben formato è in grado di fornire. Anche per questo il corso prontamente organizzato da Arbra Formazione è stato pensato proprio per far chiarezza su metodi, procedure e dotazioni, responsabilizzando al massimo gli operatori delle Residenze Sanitarie Assistenziali non solo sul lavoro, ma anche nella vita quotidiana: da loro, infatti, dipende la salute di tutti gli assistiti e questo impone comportamenti adeguati sempre, dentro e fuori la struttura ove si lavora.

Da notarsi, come entrambi i corsi sul Coronavirus siano stati resi possibili grazie all’impegno di Arbra Formazione nel mondo dell’e-learning, non solo mettendo a disposizione la propria piattaforma di unità didattica e le aule virtuali, ma anche, in questo caso, donando 50 tablet alle case di riposo partecipanti. Come ci spiega la Direttrice Germana Scaglioni, “Puntare sulle nuove tecnologie, sul processo di digitalizzazione e sulle opportunità offerte dall’informatica consente di avere una marcia in più, sia nell’immediato – in tempi di Coronavirus solo così è stato possibile svolgere comunque le lezioni -, sia in prospettiva, poiché la pandemia ha soltanto accelerato un processo di modernizzazione già in atto ed inevitabile”.

RSA Aragona_SanGiovanni_Presidente Marchini, Direttore Sanitario Samueli

RSA Busi Casalmaggiore_Direttore Generale Marini, Direttore Sanitario De Ranieri e Caposala

RSA Soncino_Scaglioni Arbra, Presidente Silvana Comaroli e il Direttore Sanitario

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