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L'aggressione a Pellegrini
Sei anni e due mesi per
tentato omicidio e rapina

Processato con il rito abbreviato, e quindi con lo sconto di un terzo della pena, Alessio dello Stritto, 34 anni, milanese, incensurato, è stato condannato a sei anni e due mesi di reclusione per tentato omicidio e tentata rapina aggravata nei confronti di Ermanno Pellegrini, titolare dell’omonimo negozio di gioielli di corso Cavour 5 a Cremona. Nel procedimento, Pellegrini non si è costituito parte civile. Lo scorso 29 agosto poco dopo le 18, l’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Vigoriti, del foro di Milano, era entrato nel negozio armato di un coltello, minacciando e ferendo il titolare durante un tentativo di rapina. L’aggressore, sposato e con una bimba piccola, aveva agito per disperazione, perchè malato di ludopatia e perchè sommerso dai debiti. Disoccupato da maggio, lavorava in un’agenzia di scommesse. Malato di gioco, era caduto in una situazione che non riusciva più a gestire. Da qui la decisione di rapinare una gioielleria. Ci aveva provato prima nella sua stessa città, Milano, ma il negozio che aveva preso di mira era chiuso per ferie. Così aveva fatto delle ricerche su internet individuando il negozio di Pellegrini a Cremona, che aveva raggiunto in treno.

Il giorno della tentata rapina, anche dello Stritto, come Ermanno Pellegrini, aveva dovuto ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale per le ferite riportate nella colluttazione avuta in negozio con il titolare e i suoi figli, intervenuti in soccorso del padre per fermare il rapinatore. Nessuno dei due aveva riportato gravi ferite. Per non farsi riconoscere, il 34enne era entrato in negozio con indosso una parrucca. All’inizio aveva chiesto informazioni su alcuni oggetti in vendita, in particolare un orologio, poi improvvisamente aveva estratto il coltello minacciando il titolare. I figli, che erano nel retrobottega, avevano sentito il trambusto e si erano precipitati ad aiutare il padre. C’era stata una colluttazione, il coltello si era spezzato e il malvivente era stato bloccato. Era poi scattato l’arresto da parte degli agenti della Questura.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Abiff

    Spero non sia già fuori anche lui…

    • Chicca

      Di sicuro, una punturina e vià,! Non venite a farmi morale,per via della punturina, io dal 1989 al 1992 ho avuto dei problemi, mio marito ammalato aveva perso lavoro io avevo un lavoro di sei ore e un figlio piccolo ,affitto ecc. Non ho mai rubato ho tirato cinghia e piano piano mi sono rialzata !! Per di più mi ero rivolta al comune e sono stata trattata a pesci in faccia !Troppo comodo rubare !