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La patrona della diocesi
attribuita al Massarotti aprirà
il percorso del Museo Diocesano

A restauro non ancora ultimato sono evidenti le cicatrici che il tempo ha creato, soprattutto quella lasciata dalla candela accesa troppo vicino alla tela, senza rispettare il doveroso “distanziamento sociale” e che ha quasi prolungato il piccolo ramoscello fiorito al centro della composizione nel rivolo d’acqua che separa le due donne coinvolte, il più evidente segno iconografico che identifica la scena rappresentata. Altre invece sono state rimosse, come le piccole stelle poste a corona sul capo della Signora, che impropriamente erano state incollate come un rabberciato patchwork.

“La tela”, come spiega sul sito della Diocesi, don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali, “raccoglie diversi aneddoti: innanzitutto la sua sconosciuta provenienza, difficile da chiarire, certo è una delle poche rappresentazioni presenti nella città di Cremona, forse commissionata come pala d’altare di una piccola chiesa scomparsa o ancora esistente alle spalle della cattedrale. Passata di mano in mano fino a giungere in proprietà ai Saveriani di via Bonomelli, padri missionari così provati e falcidiati in questo periodo dalla pandemia soprattutto nella loro casa generalizia di Parma, e dagli stessi regalata alla nostra Cattedrale prima della definitiva chiusura della loro casa cremonese. Oggi è sottoposta al restauro sostenuto dalla raccolta fondi ottenuta dall’asta delle maglie usate dai calciatori grigiorossi nel Christmas Match organizzata dall’U.S. Cremonese, iniziativa che ha saputo fare del bene alla cultura attraverso lo sport.

I restauri, interrotti a causa del Covid, sono stati ripresi, ritornerà così al suo originale splendore, o meglio visto che nulla potrà essere come prima, il dipinto, probabile opera dal grande artista cremonese del settecento Angelo Massarotti, conserverà la patina del tempo che trasforma e modifica, aggiunge e toglie, le cicatrici rimangono, anche se nascoste da un oculato restauro. Tornerà ad essere ammirata, nella sua nuova collocazione. Sarà la prima tela che i visitatori del Museo Diocesano potranno osservare, starà all’ingresso, nella prima sala, ad accogliere, a raccontare. Apparirà, già apparirà, come a Giannetta, la contadina che l’aveva invocata, perché apparirà e aprirà per prima mostrandosi patrona della diocesi: Madonna del Fonte presso Caravaggio”.

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