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Tosi (SM) parla della vicenda
Cremona ed esclude richiesta
danni: 'No ad altre tensioni'

Il presidente di Sport Management è intervenuto durante la trasmissione di Cremona1 'Punto e a capo': "Obiettivo aprire piscina prima del 20 giugno, non vogliamo alzare le tariffe". Sul rapporto con le Canottieri: "Gli spazi si ridurranno"
(foto sportmanagement.it)

Sergio Tosi, presidente di Sport Management, è intervenuto per la prima volta che la sentenza del Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta del Comune di Cremona di risolvere anticipatamente il contratto con la sua società. Intervistato da Giovanni Palisto durante la trasmissione di Cremona 1 ‘Punto e a capo’, Tosi ha ammesso: “Per noi  sono stati due anni difficilissimi, anche perché tutte le altre amministrazioni ci chiedevano cosa fosse successo a Cremona di così grave da essere cacciati. Per due anni  siamo stati zitti perché ritenevamo di aspettare la sentenza: se avessimo perso avrei dato dimissioni perché chiaramente sarebbe stata una cosa grave che avrebbe inficiato tutta la nostra attività”. “Abbiamo dato una brutta immagine in tutta Italia – spiega il presidente di SM – perché in ogni gara d’appalto dovevamo dichiarare che c’era pendente una richiesta di rescissione contrattuale che voleva dire la fine. Poi abbiamo tirato un sospiro di sollievo”.

Tosi parla quindi dei rapporti con l’Amministrazione comunale: “Non ci siamo mai accaniti, ma solo difesi. Confemro che c’è una ritrovata tranquillità ci fa solo piacere: cercheremo di migliorare ancora il nostro rapporto, ma con l’assessore allo Sport abbiamo sempre avuto un rapporto franco e collaborativo. Da parte nostra c’è tutta la volontà e la voglia di collaborare e di seguire le indicazioni dell’Amministrazione”. Il numero uno di SM esclude poi che si proceda ad una richiesta danni nei confronti del Comune, come paventato in un primo momento: “Cremona è una città, ci teniamo ad avere impianti in centri importanti come è indubbiamente questo e non vorremmo creare altre tensioni con altre richieste particolari, specialmente in un momento come questo. Cremona è stata toccata duramente dal coronavirus, ho anche mandato un augurio al sindaco”.

Il danno economico, tuttavia è stato ingente, anche a causa della diffusione del Covid 19: “E’ chiaro che a Cremona prima dell’emergenza sanitaria gli utenti fossero disorientati dato che ci davano sempre in partenza: nessuno veniva in piscina né faceva abbonamenti. In generale, a seguito della chiusura per il coronavirus, a noi mancano 5 milioni di fatturato: il 2020 si chiude malissimo. C’è un altro punto interrogativo, cioè cosa succede a settembre: un’altra chiusura sarebbe un colpo da ko, non solo per noi, ma per tutto il settore. Speriamo che il virus ci abbia abbandonato o che almeno abbia perso la sua carica aggressiva”.

 

Ora, però, c’è da riconquistare gli utenti cremonesi: “Sarà un lavoro di cesello per riconquistare la loro fiducia e la loro approvazione. In passato abbiamo avuto problemi con alcuni dipendenti, ma li abbiamo sostituiti con altri e penso che già negli ultimi mesi si sia visto un atteggiamento diverso da parte nostra quando abbiamo trovato un certo assetto, anche se l’impianto è statp poco frequentato per i motivi detti prima”. Anche in ottica riapertura, Tosi spinge sull’acceleratore: “Spero che si riesca qualche giorno prima del 20 giugno, voglio farlo al più presto, ma i tecnici hanno paura di inconvenienti e hanno sempre il freno a mano tirato”. Il presidente di SM, in ogni caso, rassicura sulle condizioni igienico-sanitarie: “Il protocollo adottato è senza dubbio pesante, ma molto meno di quanto si paventava. Con gli ospedali, gli impianti sportiv sono i più controllati dal punto di vista igienico-sanitario e anche i problemi insorti a Cremona si sono dimostrati abbastanza irrilevanti”.

Tosi, infine, parla delle richieste avanzate al Ministro dalla categoria, in particolar modo sui canoni: “Ci sono spese importanti da affrontare. Abbiamo chiesto la possibilità di poter ridiscutere, estendoli, gli anni di gestione per poter ammortizzare le spese, anche se questo è un problema che non riguarda Cremona. Bisognerà poter ridiscutere anche i canoni, anche se sarebbe un autogol importante aumentare le tariffe, anche considerato che c’è crisi e dovremo ridurre l’affluenza: non lo vogliamo fare neanche a Cremona”. Il numero uno di SM, infine, parla del rapporto con le Società Canottieri: “Non voglio fare polemica, ma noi abbiamo sempre cercato di rispettare il contratto in essere. In futuro gli spazi disponibili si ridurranno e ci sarà da fare una suddivisione degli spazi di un certo tipo, questo va detto alle società. Non dipende da noi, ma è un problema contingente legato all’emergenza Covid”.

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