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Ultimo giorno di scuola
anomalo: l'istituto agrario
Stanga lo ha festeggiato così

Ultimo giorno di scuola davvero particolare per gli studenti, che per tre mesi hanno vissuto l’esperienza scolastica davanti a un monitor anzichè in classe. Un periodo particolarmente delicato per chi frequenta le classi terminali di tutti gli ordini di scuola: bambini e ragazzi non si sono nemmeno potuti salutare come gruppo classe. E ancora più particolare è stato questo 8 giugno per gli studenti che dal 17 giugno dovranno affrontare gli esami di maturità, un ‘rito di passaggio’ che quest’anno sarà stravolto con l’abolizione delle prove scritte, sostituite da una tesina sulle due materie qualificanti del corso di studi, che servirà come avvio della prova orale della durata di un’ora in presenza. Per preparare gli studenti a questa nuova modalità di esame, i docenti hanno organizzato in molte scuole delle simulazioni di colloquio grazie a due o più volontari, a cui tutta la classe ha potuto assistere online.

Un ultimo giorno particolare, quello festeggiato dagli studenti della 5B dell’istituto tecnico agrario Stanga, riusciti a tenere viva la tradizione dei caroselli con automezzi e tenuta “rigorosamente da agricoli”.
“Quest’anno – spiega la professoressa Antonia Scazzola, direttrice della sede Itas Stanga di Cremona –  l’emergenza sanitaria ha impedito ai ragazzi di dare sfogo alla loro creatività e di organizzare, così, un evento che attendono dalla classe prima; per questa ragione abbiamo proposto loro di condividere tramite il profilo Instagram @itas_stanga_cremona dei brevi video in cui potessero dare un assaggio, nel massimo rispetto delle regole, di come sarebbe stato il loro ultimo giorno. L’iniziativa rientra in una serie di eventi da remoto che la nostra sede ha organizzato per mantenere vivo lo spirito di comunità che tanto ci appartiene quanto ci contraddistingue. Il filo comune che ha legato tutte le iniziative di questi mesi è stato l’hashtag coniato all’inizio della pandemia #distantimasemprestanga”. L’intenzione è quella di “comunicare come le tradizioni possano continuare anche a distanza ed, anzi, a distanza assumano un valore amplificato”.

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