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Effetto 'Covid' sul mercato
immobiliare di Cr: 'minimo ma
significante impatto negativo'

Remo Castelli, presidente Anama Confesercenti provinciale di Cremona

L’effetto Covid-19 si ripercuote anche sul mercato immobiliare cremonese: a dirlo è uno studio Anama-Confesercenti di Cremona. Dalle compravendite del mese di gennaio ad oggi emerge infatti “un crollo generalizzato del mercato immobiliare dovuto all’impatto psicologico della pandemia, ma è doveroso precisare che il mercato non aveva ancora (e non l’ha ancora) ‘toccato’ i prezzi al mq. degli immobili”.

“Oggi comprensibilmente qualcosa è mutato, le condizioni del mercato stanno mutando i valori al metro quadrato che non sono più così inquadrabili e relativamente stabili come nel 2019” continua l’associazione in una nota. “I proprietari che alla data odierna valutano possibili vendite, (così come i vari professionisti del settore del real-estate) sono in attesa di osservare come si comporteranno i potenziali acquirenti e di verificare come sarà l’approccio all’acquisto in conformità a quale sarà la nuova esigenza, anche se facilmente intuibile. Si rimane in attesa di verificare come agiranno gli istituti di credito, di analizzare quali strategie lo Stato metterà in campo per rilanciare l’economia ma parte fondamentale di questa “reazione” saranno gli eventi sanitari e l’evoluzione della pandemia.

La domanda di abitazioni non manca, ma per far ritornare la stabilità che viveva nel 2019 sarà necessario adattare i prezzi alle circostanze di oggi. Saranno queste le settimane decisive per capire quale andamento avrà il mercato immobiliare nella prossima metà dell’anno e nel 2021. Dipenderà dalla capacità di reddito delle famiglie e da quanto la crisi post Covid-19 ha intaccato le loro attività.

Quello che c’è di sicuro, è che i mesi di stop imposti dall’emergenza sanitaria hanno compromesso i numeri in via definitiva, nel 2019 il valore del mercato immobiliare a Cremona era abbastanza certo , si poteva prevedere una vendita in base ad un range abbastanza chiaro per ogni zona della città e della Provincia , parametro che oggi è molto destabilizzato.

Di sicuro dopo l’esperienza del lockdown la richiesta immobiliare sarà su un mercato di chi vuole migliorare la condizione abitativa, dunque case più grandi, con terrazzo, balconi o giardino, ovvero con spazi più grandi alla reale necessità famigliare. Oggi dal fattore covid è nata l’esigenza di avere una casa più confortevole, magari destinata anche al lavoro in smart working , a zone per video lezioni per i figli, al condividere spazi virtuali con amici ecc. Oggi gli Italiani sono molto più cauti nello spendere i loro risparmi evitando investimenti non necessari come seconde case, terreni, negozi e capannoni.

A fronte di quanto detto c’è da fare una duplice valutazione sulle richieste di acquisto immobiliare perché da una parte le case che acquisteranno sempre più valore saranno quelle che rispecchiano le nuove esigenze delle famiglie, luminose, spaziose, nelle vicinanze ed in paesi con servizi efficienti, con un ambiente esterno da sfruttare senza troppo soffermarsi sulla situazione energetica in cambio di queste “ liberta” e dall’altra parte ci sono gli immobili di minor valore che, tagliati fuori dall’acquisto per investimento, subiranno un calo dei prezzi.

Il sentore del mercato attuale è quello di un rinvio dell’acquisto a settembre, quindi dopo l’estate, quando gli effetti del post Covid-19 saranno più chiari o magari inesistenti, quando soprattutto si potrà dare una valutazione della situazione sul mercato del lavoro così come le posizioni che prenderanno le banche.

La casa continua comunque ad essere un bene rifugio per la filosofia dell’italiano e lo Stato con le agevolazioni sugli acquisti prima casa, i bonus fiscali inerenti alle ristrutturazioni degli immobili e i tassi dei mutui ai minimi storici crea degli ottimi incentivi alla ripresa del comparto”.

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