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Riaprono le Rsa, Gallera:
'Nessun positivo entrerà,
delibera 8 marzo corretta'

(foto di repertorio)

“Con la delibera di oggi riprendiamo la riapertura delle Rsa con delle regole molto rigide: nessun positivo verrà collocato all’interno di una Rsa e verrà invece messo in una struttura sanitaria”. Lo ha spiegato, come riportato dall’Ansa, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, parlando del provvedimento che sara’ approvato oggi in Giunta che prevede la ripresa dei ricoveri sospesi durante l’emergenza Covid.

Tornano dunque a riaprire le Rsa, chiuse con la delibera dell’8 marzo in cui, contestualmente, si dava la possibilità alle strutture di accogliere, stante determinate condizioni (personale dedicato e spazi separati) pazienti Covid dimessi dagli ospedali. Alcune strutture, anche cremonesi, in ogni caso, avevano deciso di bloccare l’accesso alle proprie strutture già nel weekend dell’accertamento del primo caso a Codogno, chiudendo i centri diurni ed impedendo l’accesso a tutti, personale naturalmente escluso.

Parlando con i giornalisti a margine dei lavori del Consiglio regionale Gallera ha spiegato che nella nuova delibera “ci sono della regole molto precise, qualunque anziano vorrà entrare in una Rsa gli verrà fatto a domicilio sia il test sierologico che il tampone”.  Inoltre “ci sono poi alcune regole che ha previsto l’Iss come il Covid manager, la formazione del personale e l’attenzione alle protezioni necessarie, che noi scriviamo proprio perche’ siano luoghi in cui vengano preservate d’ora in poi le condizioni”.

A chi gli ha chiesto se si tratta di un passo indietro rispetto alla delibera dell’8 marzo che dava la possibilità di collocare i Covid positivi non gravi nelle residenze assistite, l’assessore ha ribadito la bontà della scelta di Regione, nonostante l’elevato numero di decessi registratisi all’interno di quelle strutture e per cui sono in corso anche delle indagini: “Nessun passo indietro. La delibera dell’8 marzo aveva un approccio diverso, è stata fondamentale e ci ha consentito di arginare la diffusione del virus, di dare delle risposte e di liberare posti letto negli ospedali. Quindi quella è stata assolutamente una mossa corretta”.

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