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Rsa, le nuove linee guida di
Regione. Anche a Cr Solidale
ancora nessuna visita possibile

I congiunti, in ogni caso, potranno vedere i propri cari attraverso un vetro
(foto di repertorio)

Neanche la prossima settimana i parenti delle persone e degli anziani ricoverati a Cremona Solidale potranno incontrare, almeno fisicamente, i congiunti. E questa è la cattiva notizia. Ma qualcosa si muove nel complicato labirinto burocratico tra Ats, Regione e Rsa del territorio. Alla struttura infatti sono arrivate pochi giorni fa le linee guida della regione proprio su come cambierà la struttura nella fase 2, che poi è già in realtà la fase tre. Al momento i parenti potranno vedere i cari attraverso un vetro, loro all’interno e gli esterni nel cortile, quanto meno per potersi accertare delle condizione di salute del congiunto. Una metodologia che Cremona Solidale sta portando avanti da settimane, che non soddisfa le famiglie ovviamente ma che pare essere al momento l unico modo per avere un contatto.

In un plico di carte provenienti da Palazzo Lombardia si legge che i pazienti ricoverati positivi al Covid verranno curati internamente alla struttura ospitante mentre per i casi Covid 19 di futura eventuale insorgenza Cremona Solidale dovrà prevedere il tempestivo trasferimento presso le strutture a carattere sanitario. Sarà poi necessario nominare un referente sanitario (che potrà o meno coincidere con il direttore sanitario), per gli interventi di pianificazione e monitoraggio delle soluzioni organizzative interne. “Per tutta la durata dell’emergenza” si legge nelle linee guida regionali “l’accesso alla struttura da parte di familiari e conoscenti degli utenti deve essere concesso eccezionalmente, su autorizzazione del responsabile medico della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previo accertamento dello stato di salute (con modulo di autodichiarazione), rilevazione della temperatura corporea all’entrata e l’adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio”.

Le indicazioni di Regone riguardano anche la road map da seguire per i nuovi ingressi: non superiore ad un terzo dei posti letto quotidinamente disponibili all’inizio della fase 2, aumentabili fino a 2/3 nei successivi 14 giorni fino al “ripristino delle regolarità modalità degli ingressi”, sempre salvo diverse indicazioni da parte di Palazzo Lombardia. Per quanto riguarda i test diagnostici (tamponi, ndr), dall’Ente regionale ribadiscono che il criterio guida, in ogni caso, rimane la “presenza di sintomi”. Va inoltre “considerata” la “programmazione di un percorso di screening rivolto a soggetti asintomatici, ma particolarmente vulnerabili per età e/o comorbità”. Tra questi, le indicazioni di chi ne ha diritto in modo prioritario riguardano gli utenti candidati all’ingresso dal proprio domicilio alla struttura, quelli che risiedono a domicilio e che accedono alla U.d.O. (Unità di Offerta socio sanitaria, ndr), ma anche dei pazienti/ospiti presenti nella struttura o candidati al rientro.

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