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Anche Cremona ricorda
il 25° anniversario del
genocidio di Srebrenica

Foto Ahmet Bajric? Blicko

‘A venticinque anni anni dalla fine della guerra in Bosnia Erzegovina anche il Comune di Cremona desidera ricordare il genocidio di Srebrenica, una ferita ancora aperta nel cuore dell’Europa e dell’Occidente. Intendiamo così non solo fare memoria di una storia troppo recente, che molto spesso non si insegna alle nuove generazioni, ma rilanciare un messaggio a sostegno di tutte le donne che continuano a chiedere giustizia, donne che cercano i corpi di padri, figli, fratelli, mariti, donne che sono ritornate a Srebrenica per ricominciare’. Così dichiara l’Assessore Rosita Viola ricordando questa tragico anniversario e lanciando un messaggio per aiutare la ricerca di quella che allora era una bambina ed ora una donna, Selma Musi?.

Era l’11 luglio del 1995 quando le truppe serbo-bosniache di Ratko Mladi? (condannato nel 2017 dal Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia all’ergastolo per genocidio e crimini contro l’umanità) entrarono a Srebrenica, città decretata ‘area protetta’ dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e posta sotto protezione dei Caschi Blu. A Srebrenica arrivarono migliaia di bosniaci musulmani fuggiti dai villaggi della zona per cercare assistenza.

Quel giorno a migliaia, terrorizzati dopo l’ingresso in città delle truppe, avevano cercato rifugio nella base dell’UNPROFOR di Poto?ari a pochi chilometri da Srebrenica. Non ci fu alcuna protezione, la città e tutta l’area fu lasciata nella mani delle truppe serbo-bosniache che iniziarono il massacro sistematico di 8.372 uomini e ragazzi, un genocidio che sarebbe proseguito per diversi giorni. Migliaia di persone furono deportate, uccise e occultate in fosse comuni. Bambini, donne e anziani, furono sfollati con la violenza, altri tentarono la fuga percorrendo quella che fu per molti una marcia della morte.

La ricerca dei resti degli scomparsi è stata lunga e difficile, e continua ancora oggi. Così come continua ancora oggi la ricerca di chi riuscì a sopravvivere, come ad esempio, Selma Musi?, che nel 1995 aveva 7 anni, scomparsa durante la presa di Srebrenica. Nel 2019 i genitori scoprirono in una foto che era arrivata sana e salva sul territorio della Federazione. “Abbiamo deciso di diffondere la foto di Selma e un approfondimento dell’Osservatorio Balcani Caucaso (www.balcanicaucaso.org). Una speranza per continuare la ricerca delle persone scomparse e continuare nell’impegno a favore della pace”, conclude l’Assessore Viola.

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