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Abusi su una bambina di 9
anni. Indiano condannato
a 8 anni e 4 mesi

Processato con il rito abbreviato, che dà diritto allo sconto di un terzo della pena, il 30enne indiano che nell’agosto dell’anno scorso era stato arrestato dalla squadra mobile di Crema con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di nemmeno 10 anni sua vicina di casa, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare ad una pena di 8 anni e 4 mesi. Per l’imputato, assistito dall’avvocato Massimiliano Capra, il pm aveva chiesto una pena di poco superiore: 8 anni e 8 mesi. Per i genitori della piccola, parte civile attraverso l’avvocato Antonino Andronico,  è stato disposto un risarcimento di 45.000 euro complessivi (di cui 25.000 per la bambina e 10.000 a testa per mamma e papà). “La giustizia ha fatto il suo corso”, hanno commentato i genitori. “Ed anche in modo celere”, ha aggiunto il legale. “Il dramma c’è ancora”, ha detto la mamma, “però almeno ora si può ricominciare”. L’imputato, ex macellaio, è attualmente rinchiuso nel carcere di Pavia. All’epoca dei fatti, oltre alla bimba di 9 anni e mezzo, all’indiano era stato contestato il reato di violenza sessuale anche su un’altra bimba più piccola, amica di famiglia. Per questo episodio, dove tra le accuse contestate c’è anche quella di pedopornografia, il 30enne è ancora sotto processo a Brescia.

I fatti erano avvenuti in una corte con vari appartamenti in una frazione di Crema, corte in cui l’indiano possedeva un garage in cui effettuava alcuni lavoretti. Erano stati i genitori della piccola vittima ad accorgersi di ciò che stava accadendo, quando, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, avevano trovato sul cellulare della figlia alcuni messaggi whatsapp con cui il vicino di casa la invitava ad andare da lui, dicendole che l’amava. La bimba era stata attirata in cortile una volta con la scusa di vedere un coniglietto e un’altra di vedere un pennino touch screen, dopodichè lui l’aveva attirata in garage dove si erano consumati gli abusi. Quando lei si era rifiutata di raggiungerlo, lui le aveva inviato delle minacce di morte, compresa l’immagine di un teschio. In un’occasione per farle paura le aveva anche mostrato un coltello.

Durante l’arresto gli inquirenti gli avevano sequestrato un cellulare su cui era stato ritrovato un video con scene di violenza nei confronti dell’altra bambina amica di famiglia.

Sara Pizzorni

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