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Botte, pedinamenti e
continue telefonate. Stalker
condannato a tre anni

Tre anni e due mesi di reclusione. Questa la sentenza emessa dal tribunale di Cremona nei confronti di un muratore cremasco di 45 anni accusato di stalking alla ex compagna, 43 anni, commessa in un negozio, e alla famiglia di lei. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Mimma Aiello, il pm aveva chiesto un anno e tre mesi di reclusione. Gli avvocati di parte civile erano i legali Vittorio Patrini per la donna e Ilaria Groppelli per il padre. Lo stalker dovrà risarcire i danni: il giudice ha fissato una provvisionale di 3mila euro in favore dell’ex compagna, di 300 euro del padre. Il 45enne è stato anche condannato a pagare le spese di costituzione di parte civile: 2500 euro a ciascun avvocato. Un inferno, quello vissuto dalla donna e dalla sua famiglia dal 2009 al 2015: botte, pedinamenti, telefonate di giorno e di notte e minacce talmente pesanti da spingerla a fare testamento: “Mia figlia dovrà stare con i miei genitori”. Il legame tra i due si era rotto nel 2011, in coincidenza della nascita della bambina, e la vittima si era trasferita dai suoi genitori. “Dopo la convivenza”, hanno raccontato gli avvocati di parte civile, “l’ex compagno ha iniziato a pedinarla, le telefonava di notte per disturbare il sonno a lei, alla famiglia e alla figlia. Stazionava sotto casa, un andirivieni in moto per intimidirla”. In un’occasione, inoltre, “l’imputato ha atteso la signora davanti al negozio, all’orario di chiusura. E l’ha presa a botte. Poi, al telefono le ha preannunciato: ‘Vedrai che Capodanno ti faccio passare’. Più tardi è andato a casa dei genitori, ha preso a botte il padre di lei. E lo ha fatto sotto gli occhi della bambina, che era in braccio alla nonna”. A quel punto era arrivato l’ammonimento del questore con il divieto di avvicinarsi all’ex compagna, ma non era servito. A settembre del 2015, quando il divieto era ancora in atto, lo stalker aveva raggiunto la sua vittima alla festa di paese. E lì, l’aveva aggredita.

Sara Pizzorni

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