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Don Piccinelli spiega gli atti
vandalici di Soresina con la
'Teoria delle finestre rotte'

I recenti episodi di vandalismo che hanno colpito la comunità di Soresina nelle scorse settimane sono giunte all’attenzione del parroco, don Angelo Piccinelli, che nell’omelia si domenica ha riportato l’attenzione sui danneggiamenti alle auto parcheggiate, che il sacerdote definisce “particolarmente gravi”, evidenziando come sia “Comprensibilissima e giustificata l’irritazione dei diretti interessati, vittime della vigliaccata, ma anche lo sconcerto della gente che, ovviamente, non sopporta l’ipotesi di essere violata nei propri beni e invoca, insieme a misure efficaci, anche punizioni esemplari”.

Episodi che, così reiterati, “assumono il sapore di una vera e propria sfida… ai privati e alle istituzioni” Ma, secondo il sacerdote, serve lucidità in casi come questi, in cui servono “strategie comuni di contenimento, di coeducazione al rispetto delle cose altrui e pubbliche”. “Intanto, nel chiacchiericcio generale, le domande, e soprattutto le congetture, si rincorrono: chi sono i vandali? Si tratta di ragazzi, di adolescenti… o di adulti? Per arrivare al dubbio ‘cruciale’: sono italiani o stranieri? Ebbene sì: il pregiudizio xenofobo è sempre in agguato, latente, alla ricerca di nuove conferme…Come se un reato commesso da “conterranei” meritasse una qualche maggiore indulgenza rispetto alla delinquenza ‘forestiera’”.

E richiamando il lavoro di alcuni studiosi americani, don Piccinelli invoca la “teoria delle finestre rotte”, secondo la quale “il degrado di un ambiente concorre ad aumentare la possibilità di ulteriori vandalismi”. Insomma, se a Soresina vige il degrado, questo indurrà i vandali ad agire di nuovo. “E’ anche la ragione per la quale, talvolta, mi permetto di stigmatizzare certi comportamenti decisamente incivili diffusi tra noi adulti: abbandonare, per esempio, le deiezioni dei cani lungo i marciapiedi della città, scaricare sacchi di immondizie lungo le rive dei fossi, ignorare il dovere di differenziare la raccolta dei rifiuti…”. I

nsomma, la “teoria delle finestre rotte”, secondo don Piccinelli, evidenzia come”non saranno le ‘ronde notturne’ a garantirci dai teppisti”, bensì “lo sforzo abituale, spontaneo e tempestivo di tutti e di ciascuno per custodire Soresina come fosse la nostra stessa abitazione: anche raccogliere spontaneamente una carta buttata per terra da altri in via Genala e infilarla nel primo cestino che incontriamo. Se è vero che “l’occasione fa l’uomo ladro”, è altrettanto vero che “l’incuria fa il barbaro”. Un ambiente ordinato scoraggia la tentazione di trasgredire”.

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