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L'ecoscandaglio di Landini
e Menta restituisce la sagoma
dell'auto finita in Po

A scoprire l’auto sono stati Giuliano Landini, capitano della Motonave Stradivari, e Francesco Menta, che di prima mattina domenica hanno scandagliato il fondo del fiume con un ecoscandaglio professionale, che ha restituito la sagoma dell’auto. La stessa pare sia adagiata su un fianco e si trova a 23 metri dalla riva viadanese del Po. GUARDA IL VIDEO

E’ stata ritrovata 80 metri a valle rispetto al punto presunto dell’inabissamento – a 5.70 metri di profondità – l’automobile finita nel fiume Po a Viadana nella notte tra venerdì e sabato. Ora starà ai sommozzatori e alle squadre di soccorso riportarla in superficie. A scoprire l’auto sono stati Giuliano Landini, capitano della Motonave Stradivari, e Francesco Menta, che di prima mattina domenica hanno scandagliato il fondo del fiume con un ecoscandaglio professionale, che ha restituito la sagoma dell’auto. La stessa pare sia adagiata su un fianco e si trova a 23 metri dalla riva viadanese del Po. Lo stesso Francesco Menta già nella serata di sabato, sempre con lo stesso strumento, aveva individuato la sagoma: poi domenica mattina la conferma. Ovviamente dalla sagoma individuata non è possibile sapere se a bordo del mezzo vi siano persone: questo enigma si risolverà solo col recupero in acqua dell’automobile.

Il mezzo è stato ancorato ad una boa dagli uomini di Aipo attorno a mezzogiorno: questo consentirà poi a chi dovrà recuperarlo di trovarlo con maggiore semplicità, anche qualora la corrente dovesse spostarlo di qualche metro. In quel punto e a quella profondità la corrente è infatti molto forte e dunque il recupero sarà particolarmente difficile: non è scontato, in tal senso, che l’automobile possa riemergere già nella giornata di domenica. Serviranno tempo e pazienza per chiudere una brutta pagina di cronaca, prolungando il mistero sulla possibilità che a bordo vi sia o meno qualcuno, dato che nessuna denuncia di scomparsa, ad oggi, è stata presentata alle forze dell’ordine.

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