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PalaRadi, piano per giocare
con almeno 1000 spettatori
Ma serve il protocollo da Roma

La lettera firmata anche dall’assessore allo Sport di Cremona Luca Zanacchi e dal sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e indirizzata al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora per chiedere l’apertura dei palazzetti al pubblico, va ad accendere un’estate particolare per il PalaRadi di Cremona.  Che, oltre al fattore pubblico appunto, tema comune a tutti i palazzetti d’Italia in tempi di pandemia Coronavirus, deve anche gestire la convivenza di più società: Vanoli basket ed E’ Più pallavolo, ad esempio, che hanno alcune concomitanze per le gare in calendario. Problema già affrontato in passato e che si riproporrà. Inoltre pare che la Juvi Cremona, società cittadina di pallacanestro iscritta alla serie B, abbia chiesto la possibilità di allenarsi almeno una volta a settimana al PalaRadi: richiesta tuttavia negata, stando a quanto è emerso, dalla Vanoli, che vorrebbe fare allenare, come gli anni scorsi, il proprio settore giovanile.

Ma sull’utilizzo del PalaRadi da parte delle due società cestistiche esist0no accordi già sottoscritti dalle due società con il ‘padrone di casa’, ossia il Comune, che il Comune intende far rispettare: a seguito di due distinte riunioni, il 4 il 19 agosto, è stato pattuito che  quando la Juvi giocherà in casa (al sabato ore 18 o 18,30) avrà la disponibilità di una seduta allenamento prepartita al PalaRadi. Da questo il Comune non intende deviare.

Tornando però alla questione pubblico, il sindaco Bongiovanni di Casalmaggiore spiega che per la Baslenga, dove l’E’ Più Casalmaggiore deve “solo” allenarsi il problema è marginale, dato che i tifosi non sono indispensabili. “Tuttavia – sottolinea Bongiovanni – sappiamo che le società di serie A1 vivono di sponsor e anche di abbonamenti e non poter partire con le varie campagne perché non si sa quanti tifosi possano entrare e se possano accedere è chiaramente un danno sia sociale sia economico. Chiediamo un protocollo che, ad oggi, per gli sport indoor non esiste. Perché al cinema si può entrare e al palazzetto no?”.

Si chiedono giuste distanze e i comuni e le società sportive, consci del fair play del proprio pubblico, sono pronti a lavorare in questa direzione. Ma prima di tutto servono linee guida e quelle devono partire da Roma. A tal proposito, ad oggi, si sa soltanto che nella settimana dal 1 al 7 settembre si potranno disputare eventi sportivi con 200 persone (squadre e staff compresi) in indoor, e 1000 al massimo in outdoor. Ciò significa che, salvo deroghe, che la Supercoppa del 29 della Vanoli e quella del 30 della E’ Più si dovrebbero giocare a porte chiuse. E dopo il 7 settembre? Il nuovo Decreto atteso per l’8 settembre dovrebbe fare chiarezza, intanto però Zanacchi precisa che “il PalaRadi, mantenendo la distanza di un metro tra uno spettatore e l’altro, può ospitare fino a 1000 persone: il 70% in meno rispetto alle 3500 di capienza, ma comunque sarebbe meglio delle 200 ad oggi previste”. Per venire incontro alle società, agli sponsor che ovviamente puntano allo sport come ad un momento anche spettacolare. E naturalmente ai tifosi, componente essenziale di qualsiasi momento sportivo.

Giovanni Gardani

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