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Scuola verso la ripartenza,
Valenti: 'Carenze di organico
e indicazioni poco chiare'

Una situazione pesante e caotica quella che sta vivendo la scuola cremonese in questo periodo, mentre è ormai scattato il conto alla rovescia per l’avvio delle lezioni, previsto per il 14 settembre (mentre l’anno scolastico è iniziato ufficialmente oggi). “Sono mesi che la Cgil chiede al ministero delle soluzioni per una ripartenza in sicurezza, ma di risposte chiare non ne sono arrivate” sottolinea Laura Valenti, segretaria della Cgil Scuola di Cremona. “Da quando è scoppiata la pandemia da parte degli insegnanti e del personale scolastico è stato fatto un lavoro incredibile, ma mancano indicazioni chiare”.

E nel mentre le carenze di organico sul territorio cremonese si fanno sempre più pesanti: basti pensare che a fine luglio mancavano 653 insegnanti in svariate materie e 302 docenti di sostegno. Quasi un migliaio di posti vacanti, dunque, “che stanno solo iniziando ad essere riempiti con il personale che arriva dai concorsi del 2016 e 2018, oltre che con gli organici aggiuntivi predisposti in occasione dell’emergenza Covid, che però come sempre sono arrivati in ritardo. Ora si attendono le graduatorie provinciali di istituto. Una volta terminate queste procedure vedremo quali saranno le carenze con l’inizio dell’anno”. Insomma, neppure quest’anno si sarà pronti per il suono della campanella.

Tra le carenze spicca anche quella dei direttori dei servizi generali amministrativi: “In provincia di Cremona ne mancano 23, e con il concorso effettuato nei mesi scorsi ne sono arrivati solo tre” continua Valenti. “Il resto dell’organico carente verrà coperto con assistenti amministrativi che faranno i facenti funzione. Tuttavia nel nostro territorio vi sono ancora 4 istituti scoperti (comprensori Diotti e Marconi di Casalmaggiore, istituto comprensivo di Castelverde e istituto comprensivo di Spino d’Adda), al punto che sono stati fatti degli interpelli a livello regionale e nazionale per trovare qualcuno”.

Anche per il problema delle classi pollaio non è stato fatto nulla di risolutivo, se non “gli sforzi che stanno facendo i comuni e i singoli istituti per trovare una soluzione” precisa la sindacalista. “Ma in mancanza di indicazioni a livello nazionale è difficile muoversi. Molte scuole stanno improvvisando perché mancano delle linee guida chiare. E’ uscito un protocollo di intesa, però metterlo in pratica è tutta un’altra questione. Senza spazi adeguati e soprattutto con la carenza di organico che c’è, come si può evitare il sovraffollamento?”

Le carenze riguardano anche il personale Ata: “Sono state fatte le immissioni in ruolo di 50 persone per quanto riguarda i collaboratori scolastici, 6 tecnici e 13 assistenti amministrativi, ma il fabbisogno è molto più elevato. Vedremo con l’organico covid se qualcosa cambierà. Certo è che non sono i banchi a rotelle a risolvere il problema”.

La Cgil intanto non risparmia le accuse al ministero anche sul fronte del nuovo concorso per docenti, previsto non prima di novembre: “Una scelta insensata, perché così la scuola inizierà ancora con le solite pesanti carenze. Noi avevamo proposto, visto il periodo di emergenza, di stilare una graduatoria per titoli, in modo che al 1° settembre si potevano avere gli insegnanti già in classe, per poi far fare loro l’esame a fine anno per la conferma del ruolo. Ma il ministro non ci ha ascoltati”.

C’è poi l’annosa questione dei lavoratori fragili, che in tempo di pandemia sono particolarmente a rischio: “Stiamo chiedendo al ministro di darci delle soluzioni per queste persone: ci sono malati oncologici, persone con patologie croniche, che rischiano la vita affrontando le lezioni in mezzo a decine di alunni. Eppure non hanno trovato soluzioni. Siamo i primi a dire che la scuola va fatta in presenza, ma chiediamo sicurezza per tutti”.

Laura Bosio

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