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Scuola al via, Ferrari (preside
Aselli): 'Pronti ad affrontare
ogni situazione' - VIDEO

Un inizio scuola ad alta tensione, tra le innumerevoli prescrizioni anti-covid da rispettare e una situazione che è tutta in divenire, con cui i presidi si stanno misurando, cercando di trovare soluzioni che non penalizzino nessuno. A partire dalla questione trasporti: “La possibilità di trasportare solo l’80% degli studenti ci porta a dover operare delle scelte” spiega Alberto Ferrari, nuovo preside del liceo Aselli. “Sa un lato andremo incontro alle esigenze delle famiglie e degli studenti di avere il più possibile didattica in presenza, ma dovremo anche concordare una turnazione con la didattica a distanza. Magari con un occhio di riguardo nel privilegiare la permanenza in presenza per le classi prime”.

Come va con le carenze di organico che tutte le scuole stanno affrontando?
“Ls situazione all’Aselli è buona: mancano un paio di docenti e per un numero limitato di ore e stiamo ancora aspettando anche l’unico docente di sostegno. Per ora però nessuno dei docenti ha chiesto esoneri per la paura di restare a scuola. Tra l’altro i nostri insegnanti hanno fatto i test sierologici, risultati tutti negativi, me compreso”.

Quali misure sono state prese a scuola per affrontare questo periodo?
“La scuola è fatta prima di tutto di relazioni e viviamo con difficoltà questa situazione. Ma del resto dobbiamo garantire prima di tutto la sicurezza. Senza dubbio ci sono delle dimensioni di preoccupazione, ma la scuola rimane uno dei luoghi più sicuri e più attenti alla salute dei ragazzi. Tra l’altro abbiamo allargato alcuni spazi, aggiungendone alcuni che erano del Ghisleri e che ci permettono di accogliere le classi più numerose. Poi sono arrivati i banchi più piccoli che ci consentiranno di collocare tutti gli studenti nelle classi. Verrà a mancare, purtroppo per gli studenti, la figura il compagno di banco, quello con cui i ragazzi sono abituati a parlare e a legare”.

Siete preoccupati?
“Qualche elemento di preoccupazione c’è, soprattutto in merito all’andamento generale della situazione, fuori da scuola. In via Palestro, ad esempio, ci saranno 2mila studenti, altrettanti in stazione: tutti momenti in cui il distanziamento non esiste. La scuola farà comunque la sua parte”.

Cosa accadrebbe se si dovesse verificare un caso di contagio?
“In una situazione di quel tipo non sarà il dirigente scolastico a decidere quali scelte operare: saranno il comitato scientifico e l’Asst, con cui saremo in contatto quotidiano, a fare la scelta più opportuna, che va dall’isolamento del ragazzo a quello dell’intera classe, mentre nei casi più gravi c’è rischio di chiusura della scuola intera”.

lb

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