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Tasse, calano gli introiti
della Tari: previsione
20% in meno

Bene l’Imu, male la Tari: il primo bilancio delle imposte pagate (in acconto) al Comune di Cremona si presenta in chiaroscuro, con un 10% in meno per l’Imu e oltre un 50% in meno per la Tari. Numeri che sono, però, solo parziali: si tratta infatti, per il momento, solo degli acconti previsti per i due tipi di imposte. Per il Comune il bilancio è comunque pesante: se i numeri rimangono questi, per l’Imu – il cui versamento dell’acconto andava fatto entro il 16 giugno – significa un introito inferiore di 1,6 milioni in meno rispetto ai 19.600.000 indicati nel bilancio di previsione. Diversa è la cosa per la Tari, la cui scadenza era al 31 luglio: per ora sui 3 milioni di euro che erano attesi come prima rata dell’acconto (la seconda è a settembre) ne sono entrati 1,7 in meno, ma sicuramente ci saranno soggetti che pagheranno in ritardo.

“Secondo le mie previsioni, arriveremo a fine anno con un introito di circa il 20% in meno” spiega l’assessore alla partita Maurizio Manzi. Numeri che sono comunque preoccupanti, considerando che si tratta di un introito di circa 2 milioni di euro in meno rispetto ai 10 milioni previsti. A crescere è soprattutto l’insolvenza delle famiglie, soprattutto considerando che alle imprese sono state applicate consistenti riduzioni a causa dell’emergenza Covid.

In tutto si parla quindi di un introito di 3,6 milioni meno del previsto per queste due tipologie di tasse, che per il Comune significa un impatto piuttosto elevato, sebbene gli incassi conseguiti consentono al Comune di avere liquidità per tenere fede ai pagamenti nei confronti di fortnitori.

Dunque sull’Imu i contribuenti sono stati abbastanza ligi al dovere, mentre sulla Tari molto meno: rispetto allo scorso anno per ora il conteggio è del 16% di incassi in meno.

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