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Lottava per processi più giusti
Avvocati cremonesi ricordano
la collega turca scomparsa

Da sinistra Romanelli, Soldani, Zambelloni

Ebru Timtik era un’avvocata, aveva 42 anni e voleva processi equi. A febbraio aveva iniziato uno sciopero della fame, e in agosto, dopo 238 giorni, è morta in un carcere di Istanbul. Era stata arrestata con l’accusa di legami con il Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare, un gruppo considerato terroristico da Ankara. A un mese dalla sua scomparsa, anche l’Avvocatura cremonese ha voluto ricordare la collega, riunendosi ieri per un momento di riflessione. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cremona, insieme alla Camera Penale di Cremona e Crema “Sandro Bocchi” e alla Camera Civile di Cremona ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Ebru Timtik, deceduta il 27 agosto 2020 mentre si trovava in stato detentivo in espiazione della pena inflitta a 13 anni e 6 mesi di reclusione, “all’esito di un processo ingiusto ed iniquo, espressivo di un potere orientato a reprimere e sopprimere diritti e libertà”. “Questa non è un’iniziativa solo di Cremona”, ha spiegato Alessio Romanelli, presidente della Camera Penale, insieme alle colleghe Marzia Soldani, presidente dell’Ordine degli avvocati, e Giulia Zambelloni, presidente della Camera Civile di Cremona, “ma di tutto il distretto (Brescia, Bergamo e Mantova). Si sta pensando ad una serie di iniziative a sostegno dell’Avvocatura turca, ricordando il ruolo dell’avvocato come difensore dei diritti dei singoli ed espressione di uno Stato libero e democratico”. L’invito al Governo italiano e all’Europa è quello di “intervenire per far cessare tutte quelle situazioni in cui i diritti dei singoli sono compromessi”.

 

 

Sara Pizzorni

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