Cronaca
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Palazzo ex Inam, un declino che dura da nove anni LE IMMAGINI

Affonda le radici nel lontano 2011 il lento declino del palazzo dell’ex Inam di viale Trento e Trieste, proprietà dell’Asst Cremona. Fu in quell’anno che per iniziativa di Rifondazione Comunista e dei Pensionati venne lanciato l’allarme per la prevista chiusura dei poliambulatori con tanto di raccolta di firme contraria. Allora a dirigere l’Azienda ospedaliera c’era Simona Mariani e a capo dell’Asl Gilberto Compagnoni. Le rimostranze dei cremonesi arrivarono sul tavolo dell’assessore regionale alla sanità Luciano Bresciani e il progetto di dismissione venne congelato, con l’aspettativa di valutare la riconversione dell’imponente fabbricato in una “Casa della salute”, un progetto di continuità territoriale, con il mantenimento e lo sviluppo delle cure cosiddette primarie, non necessariamente dentro l’ospedale. L’azienda ospedaliera prevedeva invece di abbandonare i poliambulatori, per farli diventare sede della formazione per infermieri e specializzazioni universitarie.

Nulla di tutto questo si è verificato, tranne il progressivo svuotamento della struttura con lo spostamento dei poliambulatori, a cominciare dal contestatissimo trasferimento del Punto prelievi sopra l’Italmark, in via Dante. Poche stanze accanto agli studi  dei medici di base, divenute totalmente  inadeguate  con le necessità di distanziamento imposte dal Covid.

L’immobile versa oggi in condizioni sempre peggiori e ne viene utilizzata solo, l’ala  prospiciente il Viale, dove esistono ancora i servizi del Centro Psico Sociale. Si è parlato di vendita, ma il contesto economico dal 2011 ad oggi a Cremona non ne ha mai reso possibile la realizzazione. g.b.

Il servizio di Simone Arrighi

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