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Viktoria Mullova e Misha
Abbado da Bach a Tico Tico
Un concerto senza barriere

Foto Sessa

“Non ingessate Bach, è come suonare il jazz” aveva detto qualche anno Viktoria Mullova brandendo il suo magnifico Stradivari Julius Falk 1723. E cosa intenda lo ha fatto ben capire giovedì sera nel terzo appuntamento dello Stradivari Festival, VIII edizione, esibendosi all’Auditorium Arvedi insieme a suo figlio Misha Mullov-Abbado, figlio della violinista e di Claudio, gigante della bacchetta. E che il Dna non possa mentire lo si è scoperto man mano che Misha e la madre suonavano. Lei è la splendida violinista che da tanti anni tutti apprezzano anche per la sua versatilità, capace di spaziare da Bach (il suo cd con i Concerti per violino di Bach è considerato il top del settore) alla samba brasiliana, da Schumann al jazz. Lui una grande promessa del contrabbasso nel jazz ma anche nel classico arrangiato e compositore raffinato e geniale. Misha ha suonato uno strano contrabbasso, quasi una viola da gamba modificata che gli ha permesso di mostrare un pizzicato davvero portentoso specialmente nelle musiche scritte da lui (quasi la metà di quelle in scaletta) o in quelle brasiliane arrangiate. Strepitosa la sonata per violino n.1 di Bach con la dimostrazione di quanto detto dalla Mullova: un Bach jazz davvero unico. Entusiasmante, poi, la chiusura del concerto con Tico-Tico un brano del 1917 di Zequinha de Abreu sempre attuale e suonato da centinaia di orchestre in tutto il mondo e la cui popolarità è anche legata al vecchio film di walt Disney “Saludos Amigos”. Prossimo appuntamento domenica alle 18 con Beatrice Rana e Giovanni Sollima con diretta su Cremona1, canale 80, a partire dalle 17,45.

Fotografie di Francesco Sessa

 

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