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Malvezzi e Ceraso: 'Difficile
che ora Sport Management
realizzi i lavori pattuiti'

Cremona e Crema accomunate dai problemi nella gestione della piscina, in entrambi i casi in capo a Sport Management e accomunate anche dagli attacchi del centrodestra alle rispettive amministrazioni comunali di centrosinistra. Sono Maria Vittoria Ceraso e Carlo Malvezzi  di Viva Cremona a ripercorrere le vicende che riguardano da vicino l’impianto di piazzale Azzurri d’Italia.

“Quando il 1 ottobre 2017 – scrivono –  la gestione della piscina comunale è stata affidata a Sport Management non c’è stata più pace per il nostro impianto natatorio. Dopo disservizi, lamentele, intossicazioni, ritardi, evasioni fiscali, solleciti e contenziosi il gestore ha dato notizia ieri del deposito, in data 2 ottobre 2020, del ricorso per ammissione alla procedura di concordato preventivo. D’altronde che c’era aria di crisi era prevedibile considerando le richieste di contributi straordinari fatte da Sport Management a tutti i Comuni nei quali gestiscono impianti per sopperire ai mancati introiti dovuti alla chiusura delle piscine per l’emergenza covid. Molti enti pubblici hanno approfittato della circostanza per chiudere ogni rapporto con Sport Management che in pochi mesi (dal 20 giugno ad oggi) è passata dal gestire 45 impianti a soli 26, perdendone ben 19 (Bagnolo Mella, Livorno, Sanremo, Broni, Sesto San Giovanni, Marostica, Tolmezzo, Monza ecc.). Di fatto tutti questi Comuni avevano in essere Convenzioni in cui era il gestore a dover pagare un canone per gestire i loro impianti natatori e alla richiesta di riduzioni significative dello stesso hanno potuto rescindere i relativi contratti.

“Ma a Cremona la Giunta ha dimostrato di essere molto più lungimirante degli altri Enti perché ha scelto di vincolarsi con un Project financing per 25 anni in base al quale è il Comune che paga al gestore un canone di 230.000,00 euro a fronte dell’impegno dello stesso a realizzare lavori per € 1.704.059,42. L’Assessore Zanacchi ha recentemente comunicato che il canone sarà versato per intero nonostante i mesi di chiusura dell’impianto mentre il progetto dei lavori accessori non è stato ancora presentato in quanto oggetto di svariate proroghe. Se fin da subito abbiamo messo in guardia la Giunta dall’impegnarsi con una Società che anche in tempi non di crisi aveva svariati contenziosi in essere per non aver mai realizzato gli investimenti promessi, figuriamoci quali speranze ci possono essere adesso che si aprirà la procedura del concordato preventivo che i lavori possano mai partire.

“Per ora gli unici investimenti che sono stati fatti sono quelli a spese del Comune di Cremona che, oltre a pagare il canone a Sport Management, ha realizzato i lavori per l’apertura della piscina convertibile e ha utilizzato 90.000,00 del contributo Covid di Regione Lombardia per la sostituzione dei filtri della piscina olimpionica. Il Comune continua così a rimanere legato ad un gestore che con il nostro impianto ci sta solo guadagnando perché ricordiamo che tutti gli introiti della piscina, compresi i contributi delle canottieri per i mesi invernali, vengono incassati dallo stesso a fronte di zero investimenti. E sia ben chiaro che a tenere legato il Comune a Sport Management non è certo la sentenza del Consiglio di Stato che ha semplicemente dato atto del fatto che tutte le infrazioni alla convenzione in essere, comprese le denunce dei dipendenti, non erano state contestate in maniera corretta dal Comune al gestore e pertanto non potevano giustificare la risoluzione della Convenzione, ma la caparbietà di Sindaco e Giunta che hanno voluto vincolarsi per 25 anni ad una Societa’ notoriamente inaffidabile. E a pagarne letteralmente le spese sono ancora una volta i cittadini”.

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