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Fiamma assolto dal peculato.
'Abbiamo scalato la montagna,
ho avuto fiducia nella giustizia'

Renato Fiamma e il suo avvocato Paolo Carletti

‘Assolto per non aver commesso il fatto’. Così ha deciso il collegio del tribunale di Cremona che oggi ha emesso sentenza nei confronti di Renato Fiamma, 52 anni, dipendente dell’Amministrazione penitenziaria dal 2001, già educatore presso il carcere di Cremona e già consigliere comunale di area Pd, finito a processo per peculato. Per il pm Milda Milli, che per l’imputato aveva chiesto 5 anni di reclusione, in qualità di cassiere dell’amministrazione carceraria, si sarebbe intascato 14mila 487,37 euro, somma che avrebbe dovuto depositare presso le Poste Italiane ‘nel fondo detenuti’. L’episodio risale al 9 marzo del 2018, giorno in cui la somma avrebbe dovuto essere depositata in posta. In quel momento l’imputato si era accorto di aver perso la busta contenente i contanti. I soldi non sono più stati trovati. Lo stesso funzionario, ben sapendo che sarebbe stato indagato, avendo lui stesso la disponibilità di quel denaro per ragioni di ufficio, aveva sporto denuncia.

“Sono contentissimo, ne ero certo”, ha commentato Fiamma dopo la lettura della sentenza. “Bisogna avere fiducia nella giustizia. Ho passato due anni e mezzo che non auguro a nessuno, quello che mi è successo mi aiuterà ad essere più riflessivo. Per quel lavoro in carcere ho fatto tantissime cose che non avrei dovuto fare: mi sono occupato di tutto, dagli acquisti alle forniture, tutto ciò che a Brescia fanno in cinque persone e che io ho fatto da solo”. “Abbiamo scalato la montagna”, ha detto il suo legale, l’avvocato Paolo Carletti. “è stato un processo vero in cui l’istruttoria ha portato prove documentali che hanno smontato la tesi della procura”.

“A parte che l’ufficio del mio cliente, quello dove c’è la cassaforte”, ha sottolineato nella sua arringa l’avvocato Carletti, “era accessibile a più persone, compresi i detenuti che andavano nel vicino sgabuzzino a prendere le scope per far pulizia”, ma poi, si è chiesto il legale, “dove li avrebbe messi Fiamma quei soldi?, è forse un criminale risparmiatore?. Non c’è alcun elemento passato, alcun vizio, nessuna entrata e nessuna spesa particolare. Quella di Fiamma è una vita senza pecche, lui è un galantuomo. Perchè poi, se il suo intento fosse stato quello di tenersi i soldi, non l’ha detto subito alla direttrice invece di aspettare?. Perchè far finta di aver perso la busta con il denaro e poi far finta di sentirsi male?. Se lui fosse riuscito a ripianare quell’ammanco, la somma poteva essere recuperata senza che nessuno se ne accorgesse. E invece era un uomo disperato perchè lui quei soldi li ha davvero smarriti”.

Nella sua requisitoria, invece, il pm ha sostenuto che “la versione di Fiamma non è credibile”. L’accusa ha poi parlato di “contraddizioni” e del fatto che Fiamma fosse “ben conscio dell’assenza dei regolari controlli”. Tanto che “ha ideato e commesso il suo proposito criminoso”.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

Sara Pizzorni

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