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No dei presidi su didattica a
distanza al 100%. 33 le classi
in isolamento nel cremonese

Dai dati forniti dall’Ats Valpadana attualmente risulta che, su un totale di 648 classi superiori, quelle poste in isolamento sono 33, pari al 5%: lo ha detto il provveditore Fabio Molinari durante l’incontro svoltosi nel tardo pomeriggio di oggi in modalità telematica, con i dirigenti scolastici della provincia di Cremona per il coordinamento di azioni relativamente alle previsioni di cui all’ultima Ordinanza di Regione Lombardia.

Un incontro da cui è altresì emerso che le scuole superiori cremonesi non sono in grado di ottemperare l’ordinanza regionale che impone la didattica a distanza per tutti a partire da lunedì. Dai presidi sono state messe in luce una serie di incongruenze nell’ordinanza regionale, rilevate non solo dall’Ufficio Scolastico Regionale ma anche dai sindaci dei vari territori, che hanno incontrato Fontana in una video-riunione nel primo pomeriggio.

Insomma, per le scuole vi sarebbero diverse difficoltà nel mettere in atto quanto prescritto, a partire dalla carenza di dotazione tecnologica, ma anche nell’utilizzo della connessione di rete, che non potrebbe supportare un grande numero di collegamenti in contemporanea dalla scuola, come dovrebbe essere in caso di didattica a distanza. Critiche che la Regione sembra aver recepito, tanto che i presidi sono in attesa di una comunicazione o di un’ordinanza correttiva per le prossime ore. L’ipotesi è che si arrivi a programmare un potenziamento della didattica integrata, aumentando il numero delle classi in teleconferenza, ma lasciandone comunque un buon numero in presenza.

“Il Direttore Celada ci ha comunicato che manderà alla Regione una richiesta di chiarimenti rispetto all’attuazione dell’Ordinanza regionale” ha dichiarato Molinari. “Personalmente ho segnalato alcune possibili criticità che il ricorso esclusivo alla DAD potrebbe causare alla nostre scuole qualora non pervengano indicazioni più chiare ed articolate. Leggo inoltre da fonti giornalistiche che Regione Lombardia si è riservata ancora del tempo per una riflessione sull’Ordinanza emanata, ragion per cui riconvocherò i Dirigenti nella giornata di lunedì quando sicuramente la situazione avrà trovato una sua definizione in un senso o in un altro”.

Fra le perplessità sollevate, “c’è anche la necessità dei ragazzi diversamente abili di mantenere saldo il legame con i propri docenti di sostegno e c’è da capire se l’educazione fisica sia da considerare un laboratorio pratico o meno” continua Molinari. “A questo si aggiunge anche il tema del personale Covid assunto di recente che, se le scuole venissero chiuse, dovrebbe essere diversamente utilizzato. Tengo inoltre a sottolineare che le nostre scuole sono in grado di effettuare la DAD ma saranno necessarie ulteriori misure di rafforzamento della Rete per raggiungere tutti e la sicurezza che ogni utente abbia i dispositivi necessari per la connessione. Per questo l’adeguamento ad una eventuale DAD dovrà necessariamente prevedere uno spazio di tempo adatto”.

lb

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