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Dpcm, sindaco: 'Alcune misure
non condivise, ma dobbiamo
lavorare insieme'

(foto di repertorio)

“Ora dobbiamo lavorare insieme e affrontare questa seconda ondata. Non condividiamo le chiusure di bar e ristoranti alle 18, si poteva fare diversamente soprattutto nel nostro territorio. E anche altri comparti ci preoccupano moltissimo, come quelli dello sport e della cultura”. E’ questo il primo commento del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti al nuovo Dpcm emanato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte. Galimberti quindi spiega: “Chiediamo al Governo e alla Regione interventi immediati per aiutare gli imprenditori e i lavoratori colpiti, perché è evidente che i soldi fin qui messi non bastano. Lavoreremo per capire come aiutare anche come Comune, oltre a quanto già abbiamo fatto. Ma anche noi avremo bisogno di un aiuto da parte di Governo e Regione”.

In settimana ci sarà un incontro con tutti i sindaci del territorio e con tutte le categorie economiche e sociali, mentre con la Prefettura, sottolinea il primo cittadino, “il rapporto è costante ed efficace”. “La rete – dice ancora il sindaco – di aiuto e di solidarietà del volontariato e del mondo delle cooperative è sempre attiva ed efficiente. Tutti insieme lavoreremo per affrontare queste nuove sfide. Abbiamo da giorni riattivato il gruppo di lavoro (COC) che in Comune coordina e segue con la protezione civile, i vigili, il sociale e tutti i servizi del Comune, per aiutare le realtà cittadine, coordinare azioni in città, intervenire direttamente”.

Il Covid, però, non fermerà il programma di Galimberti che evidenzia: “Ci tengo anche a dire che non ci fermiamo nel portare avanti quei progetti fondamentali per la città già in atto, mantenere gli investimenti in opere pubbliche e manutenzioni, mantenere le attività iniziate anche cambiando modalità di realizzazione. E allo stesso tempo dobbiamo affrontare un periodo drammatico…insieme”.

“La tensione – conclude il sindaco – è altissima. Lo sappiamo. Perché ci sono stanchezza, fatica, paura e preoccupazione enormi. Ma è essenziale che ognuno continui a fare di tutto per rispettare regole e comportamenti individuali rigorosi. Ognuno con il suo comportamento può contribuire a tutelare il più possibile il lavoro, la scuola, le povertà della città, le persone più fragili. Insieme ce la possiamo fare”.

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