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Cure dentistiche iniziate ma
mai terminate. 29enne di
Cremona querela Dentix

Una 29enne residente a Cremona ha sporto querela contro il centro Dentix di Cremona a causa di cure iniziate ma mai terminate, a causa della chiusura del centro stesso. La donna ha presentato la denuncia presso i carabinieri e nel frattempo si è rivolta ad un legale. Tutto è cominciato il 21 giugno del 2018, quando la 29enne, insieme al figlio minore, si era rivolta alla sede Dentix di via Guarneri del Gesù. Madre e figlio dovevano mettere un apparecchio ai denti. In quella data era stato fatto un preventivo di 1.689 euro relativamente alle cure del ragazzo, dopodichè la coppia era tornata il 24 luglio. Entrambi erano stati visitati e sottoposti alle radiografie. “In quella stessa data”, ha spiegato la donna nella querela, “poichè il costo delle prestazioni di entrambi era piuttosto oneroso, ho sottoscritto un contratto di finanziamento ‘Prestito finalizzato’ con la società Dentix Italia con sede legale e amministrativa a Milano per un importo di 6.680 euro. Avrei dovuto corrispondere 42 rate per un importo di 158,46 euro ciascuna. In quella stessa data mi è stata rilasciata una fattura dell’importo di 4.457,30 euro relativa alle prestazioni che avrei dovuto ricevere personalmente. Mi è stato specificato che erano già state fatturate in quanto potevo scaricarle dalla dichiarazione dei redditi per il rimborso previsto dalle legge. Dopo 4-5 mesi mi hanno montato l’apparecchio e delle mascherine che dovevo sostituire autonomamente ogni 15 giorni. A mio figlio hanno fatto alcune otturazioni per diverse carie e al termine delle cure sui denti malati gli avrebbero montato l’apparecchio”. La donna ha raccontato di aver ricevuto “le cure mediche previste fino all’inizio dell’anno in corso, quando poi tutto è stato chiuso per il lockdown. Quando le attività sono state riaperte, il centro dentistico di Cremona non ha più riaperto. A tutt’oggi è chiuso”. “All’inizio ho pensato ad un ritardo”, si legge nel verbale, “ma poi si è intuito che qualcosa non andava”. La donna si è quindi rivolta all’avvocato Luca Curatti anche per ottenere la documentazione medica che è ancora negli uffici della Dentix e che le serve per poter proseguire le cure. Alla lettera del legale non è pervenuta alcuna risposta. La 29enne sostiene di aver pagato cinque rate e di aver poi effettuato un bonifico a saldo dell’intera somma del finanziamento, ossia della spesa per le cure mediche sue e del figlio. “Rispetto alle prestazioni che ho ricevuto”, ha specificato, “ritengo di essere a credito di 4.500 euro. Penso quindi che le cure che ho ricevuto fino a questo momento possano essere costate intorno ai 2.500 euro. A mio figlio non è stato messo alcun apparecchio, mentre io ho la necessità di completare quanto mi avevano già montato, poichè rischio un’infezione, come mi è stato detto di recente da un dentista”.

Sara Pizzorni

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