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Consiglio provinciale,
elezioni rinviate a
data da destinarsi

(foto di repertorio)

Le elezioni del Consiglio provinciale, inizialmente fissate per il 13 dicembre, sono state rinviate a data da destinarsi. La decisione è stata assunta con una delibera del presidente Paolo Mirko Signoroni. Se già in un primo tempo era stata ventilata l’ipotesi di rimandare a primavera l’appuntamento elettorale, l’iter burocratico era proceduto spedito tenendo come punto di riferimento proprio il 13 dicembre. Non più tardi del 2 novembre, con la delibera 152, si trattava il tema della costituzione dell’Ufficio elettorale. Ora, però, è stato tutto bloccato.

Dalla minoranza erano arrivate critiche per la scelta di fissare proprio al 13 dicembre le consultazioni, ipotizzando che “la fretta di andare al rinnovo” fosse dovuta “forse alla paura di possibili nuove elezioni a primavera che possono cambiare gli equilibri politici”. Una frecciatina, cui lo stesso presidente provinciale aveva risposto sottolineando come Cremona si fosse attenuta alle indicazioni di UPI (Unione Province d’Italia) che aveva fissato proprio per quella data l’election day a livello nazionale.

Già nella bozza del decreto ‘Ristori’ era stata avanzata la proposta di posticipare le elezioni da dicembre 2020 al 28 marzo 2021. Un passaggio poi eliminato dal testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come aveva evidenziato ancora Signoroni. Per questo si era andati avanti con l’iter burocratico necessario a preparare le consultazioni del 13 dicembre.

A mettere fine alla querelle sulle votazioni ci ha però pensato il decreto legge del 7 novembre del Governo con cui il Consiglio dei Ministri ha introdotto “disposizioni urgenti per il differimento delle consultazioni elettorali per l’anno 2020” e che in particolare ha fissato al 31 marzo il nuovo limite per andare al voto, anche se non è ancora stata fissata una nuova data. L’attuale Consiglio provinciale è stato eletto il 31 ottobre 2018 e avrebbe dovuto rimanere in carica due anni, ma già il decreto legge del 20 aprile 2020 aveva stabilito che “fino al rinnovo degli organi è prorogata la durata del mandato di quelli in carica”.

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