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Didattica a distanza, ma dentro
un'aula: l'esperimento dell'Aselli
per chi non riesce a connettersi

Studenti costretti ad interagire con un computer anzichè con professori e compagni di classe in carne ed ossa: è il prezzo che da quasi un mese stanno pagando gli studenti delle scuole superiori, i primi ad essere stati penalizzati dalle chiusure per arginare il Covid19,  chiusure che poi hanno interessato tante attività economiche  e limitato le libertà di spostamento per tutti.

Al momento resta il 3 dicembre la data di fine lockdown anche per le scuole, nonostante siano in pochi a credere che non verrà prorogato fino a Natale.  Il disagio non è soltanto dei ragazzi, magari non tutti ma sicuramente la maggioranza, ma anche dei professori e dei presidi che per tutta estate si erano ingegnati a trovare il modo migliore per riprendere le lezioni in sicurezza. E molti docenti, anch’essi costretti a lavorare nella surreale condizione di un’aula vuota, si stanno ponendo il problema di come diminuire le distanze, almeno in alcuni casi.

“Tre studenti  – ci spiega il preside del liceo scientifico Aselli Alberto Ferrari – mi hanno chiesto di venire a scuola perchè da casa è per loro impossibile connettersi. Dopo aver valutato quanti altri fossero nella stessa condizione e appurato che erano solo quei tre, su circa 1000 studenti, ho ritenuto che questa loro situazione diventasse un bisogno educativo speciale e quindi nei prossimi giorni verranno qui in sede a seguire le lezioni”. Come noto, la didattica in presenza è consentita sia in questo caso, sia per lo svolgimento dei laboratori.  I tre ragazzi saranno allo stesso tempo a distanza e in presenza, visto che seguiranno le lezioni in un’aula del liceo, ciascuno da un diverso computer fornito dalla scuola. “Li dotiamo qui dei nostri strumenti e sarà come se si trovassero nella loro stanza, solo un po’ più grande. I moduli orari sono di 45 minuti, quindi avranno un po’ di tempo tra una lezione e l’altra anche per recuperare un minimo di socialità”.

Quanto ad altre sperimentazioni di attività in presenza, proprio oggi e domani si tengono all’Aselli  i primi due incontri con altrettanti medici (i dermatologi Pezzarossa e Caresana) nell’ambito del nuovo corso ad indirizzo Biomedico. “Poi vedremo – aggiunge il dirigente –  se e come fare eventuali attività laboratoriali che si possano svolgere con la massima attenzione”.

C’è poi il problema delle valutazioni, che richiederebbero la presenza fisica dei ragazzi in classe, per essere davvero attendibili. “E’ innegabile che la questione della valutazione è una di quelle più delicate, soprattutto per quanto riguarda le prove scritte: fare le verifiche di matematica o di latino a distanza è estremamente difficile. E’ un problema su cui stiamo riflettendo e qualche docente qui da noi ha fatto prove differenziate sull’intera classe. Proprio in vista di queste difficoltà quest’anno abbiamo deciso di dividere l’anno in due quadrimestri anzichè in trimestre e pentamestre e così abbiamo ancora speranza che si possa tornare a fare prove cumulative in presenza, magari a gennaio.
“Dopodiché – conclude Ferrari –  bisognerebbe fare una riflessione importante su come impostare la valutazione: questa situazione emergenziale dovrebbe essere l’occasione per riflettere su cosa  e come dobbiamo andare a verificare”. gbiagi

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