Cronaca
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Progetto Ri-connettersi: l'associazione La Zolla in aiuto ai nuclei famigliari più fragili

La sede della Zolla tra san Felice e san Savino

E’ arrivato a conclusione il progetto Ri-connettersi, realizzato nel quartiere San Felice e in altri contesti della città dall’Associazione di Solidarietà La Zolla di don Giuseppe Salomoni, grazie al finanziamento della Fondazione Comunitaria di Cremona, in collaborazione con il settore Politiche Sociali del Comune.

Grazie alle segnalazioni pervenute sia mediante gli assistenti sociali del Comune, che tramite i canali propri, in particolare i volontari della Zolla, l’Oratorio di San Felice, l’oratorio di San Michele, sono state intercettate una trentina di famiglie le cui situazioni già problematiche si sono ulteriormente acuite a causa del difficile momento storico contrassegnato dall’epidemia di COVID-19.

Si tratta di famiglie afflitte tanto da disagi legati alle dipendenze, quanto da problematiche psicologiche e didattiche e a loro sono stati destinati dispositivi tecnologici necessari a facilitare il contatto con gli specialisti dell’associazione, mediante colloqui di supporto, ed eventualmente, per agevolare il loro invio ad altri servizi. Per alcune famiglie con bambini, la dotazione di strumenti tecnologici ha permesso loro l’accesso alla didattica a distanza per favorire la continuità scolastica dei figli.

Per il progetto Ri-connettersi La Zolla ha impiegato due operatori sociali e una psicologa riuscendo a consegnare ai destinatari 20 apparecchiature, la cui distribuzione è stata agevolata anche grazie alla rete di relazioni sul territorio. Inoltre, dove necessario, i nostri specialisti gli operatori hanno fornito alle famiglie la consulenza tecnica, anche a domicilio, per l’utilizzo dello strumento.

Il Progetto “Ri-connettersi” intende rispondere al bisogno di famiglie o singole persone adulte e minori di riemergere dall’isolamento sociale accentuato dall’emergenza sanitaria e di accedere ai servizi erogati a distanza, attraverso l’offerta di ascolto e sostegno psicologico-educativo, l’aggancio a gruppi di auto-mutuo aiuto composti da genitori, nonché tramite la fornitura di dispositivi informatici e DPI. I destinatari sono rappresentati da persone maggiorenni e minorenni (14-17 anni), residenti in alcuni quartieri del comune di Cremona, tra cui San Felice e San Savino, con vulnerabilità e fragilità diversificate, principalmente: dipendenze, conflittualità intra-familiari, difficoltà nel gestire l’isolamento forzato, difficoltà nella cura di minori e nella gestione della didattica a distanza, disagio economico.

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