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Dall'associazione AMOsvaldo
un elevatore per disabili
donato all'istituto Einaudi

Il regalo di Santa Lucia più bello per la sede di via Borghetto dell’IIS “L. Einaudi” è arrivato dall’associazione AMOsvaldo (Amici di Marcotti Osvaldo) di Cingia de’ Botti: si tratta di un elevatore per diversamente abili. Francesca Savoini, docente di francese, spiega: “Faccio parte dell’associazione nata in Aprile per ricordare Osvaldo Marcotti, l’ingegnere dell’IBM affetto da sma (atrofia muscolare spinale), scomparso lo scorso Febbraio, a quarant’anni: è stato il mio testimone di nozze. Quando ho saputo di un’alunna che non frequentava a tempo pieno, per il fatto di non poter usufruire dei servizi igienici, mi sono resa tramite, perché lo scopo della nostra Onlus è proprio quello di sostenere le persone affette da handicap o patologie invalidanti. Abbiamo consultato un fisiatra, che ci ha consigliato il modello più idoneo ed abbiamo effettuato l’acquisto per la scuola: vi abbiamo apposto una targa, a futura memoria. Si tratta di un primo passo sulla via dell’abbattimento delle barriere architettoniche dell’istituto”.

Il presidente Luca Rivaroli, insieme ad Andrea Rubes, ha incontrato in videoconferenza gli studenti di seconda B con indirizzo sociosanitario, per ufficializzare la donazione e rinverdire il ricordo del caro Osvy, la cui parabola esistenziale costituisce un esempio per tutti. Toccante e carico di commozione il ricordo di Rivaroli: “Osvaldo è nato con una malattia degenerativa, che l’ha obbligato alla sedia a rotelle. È sempre stato assistito amorevolmente dalla madre Tina e dalla zia Stella. Negli ultimi tempi, riusciva a muovere debolmente soltanto le dita della mano destra, per azionare i comandi della carrozzella elettrica o il mouse del computer, ma questo non gli ha impedito di vivere e di realizzarsi a pieno. Lottando con tenacia contro tutte le difficoltà connesse alla sua situazione, Osvy non si è pianto addosso, non ha mai ceduto ad atteggiamenti rinunciatari ed ha affrontato la sua breve esistenza con coraggio, impegno e dignità straordinari: si è laureato ed ha lavorato in una prestigiosa multinazionale del settore informatico. Sapeva di dipendere per ogni aspetto della quotidianità e non smetteva di ripetere con riconoscenza la frase “Grazie, scusami…”, che è diventata il nostro motto”.

Alla breve cerimonia di consegna, con rinfresco preparato dai docenti del corso alberghiero, hanno partecipato la preside Nicoletta Ferrari con le collaboratrici Federica Gaboardi e Paola Galimberti ed i referenti dell’inclusione Chiara Tessoni e Giuseppe Bonavita. Sentito il ringraziamento della dirigente Ferrari, che dichiara: “Siamo grati per il gesto d’attenzione solidale nei confronti della fascia più debole della nostra utenza, per la quale la vita scolastica rappresenta un momento di socialità da agevolare e da preservare”.

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