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Festival dei Diritti, oltre
9mila accessi per l'edizione
2020 in formato digitale

(foto di repertorio)

Con oltre 9.000 accessi al sito web e oltre 25.000 pagine visualizzate si è chiusa l’edizione 2020 del Festival dei Diritti, il festival organizzato dal 3 al 13 dicembre da CSV Lombardia Sud con organizzazioni non profit, enti e istituzioni delle province di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia. Un’edizione molto differente dalle precedenti, poiché per la prima volta il festival si è tenuto interamente online, ma che è comunque riuscito “a tessere nuove relazioni e creare incontri inediti attorno al tema dei diritti”, come spiegano gli organizzatori. Sono stati 123 gli eventi realizzati online e quindi fruibili da chiunque e ben 148 le realtà coinvolte nella realizzazione del festival e 33 partner istituzionali. Quasi tutti gli appuntamenti in calendario nell’edizione 2020 rimangono disponibili online: per vedere o rivedere incontri, presentazioni e conferenze tenute nei dieci giorni di festival basta connettersi al sito web www.festivaldeidiritti.org e seguire i link di ciascun evento. La parola-guida dell’edizione 2020 è stata “La cura”, termine che richiama elementi legati alla salute, ma anche all’ambiente, alle relazioni, alle comunità, alle città. Per questo è stato declinato lungo cinque filoni tematici: Accoglienza, Ambiente, Educazione, Relazioni, Salute.

“Un grazie sincero e sentito – è il commento di Luisella Lunghi, presidente del Centro di Servizio per il Volontariato CSV Lombardia Sud attivo nelle quattro province – è la parola più semplice che possiamo dire, ma quando sgorga dal cuore e dalla mente penso che sia quella più bella. È un sentimento di riconoscenza e gratitudine. Grazie a tutte le persone che, in questa edizione particolare e anomala del Festival, hanno creduto, lavorato, partecipato, accolto, patrocinato, finanziato, sorretto. Siete stati tante e tanti: associazioni, organizzazioni, cooperative, reti, enti pubblici e privati, media partner. È stata una sfida, una prova ardua rispetto allo sperimentarsi in modalità innovative per realizzare gli eventi e gli incontri; è stato un misurarsi con le nuove tecnologie e quindi anche con un tipo di comunicazione eterogenea, che ha ampliato la possibilità di potere seguire gli incontri proposti da molte più persone. Prendere parola sui diritti, proporre percorsi di riflessione e approfondimenti sulla cultura dei diritti perché “i diritti sono possibili se sono costruiti socialmente e l’intera cittadinanza deve riconoscere la legittimità del diritto” sarà una delle strade che CSV Lombardia Sud percorrerà nel prossimo futuro perché guardare lontano per rigenerare il presente diventa essenziale”.

Nato con l’obiettivo di promuovere la solidarietà e la cittadinanza attiva attraverso proposte culturali, il festival è sempre più un laboratorio di idee e scambio capace di coinvolgere la collettività tanto nella partecipazione agli eventi quanto alla loro preparazione. L’approccio è “sfaccettato, multidisciplinare e privo di steccati. Le modalità di progettazione dell’evento vogliono essere il più possibile partecipate, per questo, ogni anno, il CSV invia a tutte le associazioni del territorio una lettera nella quale propone il tema, chiedendo alle stesse di suggerire attività o idee”. All’invito hanno risposto molte associazioni proponendo “attività e iniziative importanti e significative rispetto al bisogno sociale, in grado di affrontare questa tematica da tanti punti di vista, diversi e ugualmente interessanti”.

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